A 17 anni stuprata e accoltellata da tre giovani

California, apre il fuoco nel dormitorio: un morto e due feriti. Il killer si consegna dopo la fuga

da Foggia

L’hanno notata in un discopub, hanno scambiato qualche chiacchiera, l’hanno invitata a bere qualcosa. Poi sono usciti insieme dal locale e quando lei, una ragazza di diciassette anni, ha tentato di allontanarsi, l’hanno minacciata, sequestrata e condotta in campagna dove l’hanno violentata, picchiata con calci e pugni e ferita con sette coltellate. È accaduto a Vico del Gargano, piccolo centro di 9mila abitanti a cento chilometri da Foggia, dove i carabinieri hanno già ricostruito questa serata di terrore e hanno arrestato i tre aguzzini: sono Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo Pane, tutti di 21 anni. L’ultimo avrebbe già fatto delle ammissioni. In casa di uno di loro sono stati trovati vestiti macchiati di sangue. La ragazza è ricoverata nell’ospedale di San Severo: è in prognosi riservata. I medici l’hanno sottoposta a un intervento chirurgico durato diverse ore, dalle 8 alle 13,30: non è in pericolo di vita, anche se ha riportato ferite al collo e alle braccia, e una molto grave alla parte sinistra dell’addome. Se la lama fosse finita due centimetri più in là le avrebbe reciso un’arteria e sarebbe morta dissanguata.
Dopo l’aggressione la diciassettenne ha trovato la forza di trascinarsi sulla strada e ha suonato il campanello della prima abitazione che ha incontrato, la villetta di un farmacista che le ha prestato soccorso e ha avvisato i carabinieri e il 118. L’uomo, Claudio Michele D’Orsi, racconta: «Io e mia moglie siamo scesi ad aprire, ci siamo trovati di fronte una ragazzina insanguinata che, urlando, ci diceva: “Vi prego, aiutatemi, sono stata picchiata, accoltellata e violentata”». Poi si è accasciata al suolo. «Indossava giubbotto, maglietta e pantaloni; era piena di sangue, aveva taglietti sulle braccia, sul volto, sull’addome, con una mano si teneva un fianco dove c’era una ferita profonda e perdeva molto sangue». Nel giro di pochi minuti è arrivata l’ambulanza ed è scattata la corsa verso l’ospedale. E sono cominciate le indagini.
Gli investigatori non ci hanno messo molto a ricostruire quanto accaduto. La ragazza, una studentessa, padre pensionato e madre casalinga, era uscita con un gruppo di amici. Gli aguzzini le hanno teso una trappola: l’hanno avvicinata, hanno chiacchierato. L’hanno fatta bere e, forse, anche assumere droga. Una volta usciti dal locale, lei ha cercato di allontanarsi ma i tre l’hanno sequestrata e condotta in una località isolata di campagna, contrada «monastero», dove è stata violentata da uno di loro. Lei ha minacciato di raccontare tutto, gli aggressori l’hanno picchiata e uno l’ha accoltellata più volte. A quel punto sono fuggiti, lasciandola per terra, agonizzante: hanno continuato a girare per il paese e sono tornati a casa. Quando sono arrivati i carabinieri, stavano già dormendo. «Che cosa è successo?», hanno chiesto.