Dopo 18 colpi, preso il terrore dei tassisti

Molto metodico, agiva sempre tra via Padova e viale Sabotino

Paola Fucilieri

La polizia era alla caccia di due stranieri, un nordafricano e uno slavo. I tassisti - salvo i casi in cui i ricordi erano più sfocati perché era passato troppo tempo - parlavano sempre di due «complici stranieri».
«Uno è scuro di pelle, l’altro è un biondino. Fanno le rapine insieme. Tra le 20 e le 22 si fanno caricare nella zona intorno a piazzale Loreto, via Padova, piazza Lima, piazza Argentina, quindi si fanno portare presso le mura spagnole, in particolare in viale Sabotino. E lì mettono a segno il colpo».
Quando però, dopo una complessa indagine - fatta cioè anche sui tabulati dei telefonini sottratti ai tassisti durante i colpi e poi riutilizzati - gli investigatori del commissariato Monforte-Vittori hanno capito che il famoso complice slavo altri non era che un altro maghrebino piuttosto anomalo, cioè con i capelli castani e la pelle abbastanza chiara da sembrare di un’altra nazionalità. Lo hanno arrestato venerdì sera, davanti al McDonald’s di piazza Medaglie d’Oro, cioè proprio nel cuore della zona dove portava a segno i colpi.
E quando il nordafricano ha capito che lo cercavano e lo tenevano d’occhio da almeno un paio di mesi, si è fatto prendere dalla preoccupazione: «Davvero vi siete appostati così a lungo durante la notte per trovarmi? Mi spiace davvero: chissà quanto freddo avrete preso». Quindi il giovane - con molti alias e un’età compresa tra i 20 e i 22 anni - ha seguito tranquillamente i poliziotti al commissariato, mentre il suo complice - che negli ultimi tempi sembra essere sparito - potrebbe essere catturato a breve. All’arrestato viene attribuita infatti la responsabilità di 10 colpi, ma la polizia è sicura che ne abbia messi a segno molti di più visto che, tra l’altro, le rapine nella zona fino al 30 ottobre, sono state in tutto 18.
La caccia ai rapinatori scatta ad agosto quando la polizia capisce di essere in presenza di una coppia che mette a segno colpi-fotocopia e sempre nella stessa zona. I malviventi, infatti, si rivelano molto metodici: dalla zona di piazzale Loreto e via Padova si fanno accompagnare dal taxi in quella di viale Sabotino e, terminata la corsa, estraggono un cacciavite o immobilizzano la vittima per farsi consegnare il bottino: in media 300 euro e un telefonino. E sono proprio i tabulati telefonici a permettere agli investigatori di rintracciare l'uomo che, dopo un periodo d’intensa attività dal 27 luglio al 31 agosto (sette colpi messi a segno insieme al complice) nella seconda metà di ottobre rientra in azione da solo con tre colpi dal 27 al 31.
Il balordo, infatti, utilizza lui stesso i cellulari rapinati ai tassisti e, dopo aver gettato la vecchia carta sim, ne inserisce una nuova intesta però a persone inventate. Solo andando a cercare gli utenti con i quali l’uomo si mette in comunicazione, i poliziotti hanno la speranza d’individuarlo e poi pedinarlo e catturarlo. E ci riescono. Adesso è caccia aperta al complice.