18 milioni agli impiegati Artista troppo Bono o è un trucco per il fisco?

Il leader degli U2, da anni schierato a favore dei poveri e degli emarginati, avrebbe incassato il mega assegno senza dichiararlo all’erario irlandese

da Milano

Però quant’è difficile fare le rockstar: non si può neanche trafficare in pace, neppure un bonifico piccolo così che in due minuti tutto il mondo lo sa e buonanotte alla privacy. Figurarsi poi se lo fanno gli U2 e per di più Bono, che è uno dei più accreditati paladini delle lotte sociali. E così venerdì pomeriggio la Associated Press, che è una signora agenzia di stampa, è riuscita a mettere le mani sui documenti depositati all’Irish Companies Registration Office di Dublino, l’equivalente più o meno del nostro ufficio del registro. Secondo i papiri, la U2 Ltd, ossia la società che gestisce gran parte dei proventi della musica della band ad eccezione di quelli dei concerti, nel 2006 avrebbe guadagnato più di venti milioni di euro, e fin qui nulla di strano visto che nell’anno precedente era stato pubblicato il cd How to dismantle an atomic bomb, che ha venduto circa 10 milioni di copie in tutto il mondo. Ciò che insospettisce è che la società ha poi girato quasi diciotto milioni di euro (per l’esattezza 17.963.248) a cinque «impiegati» non meglio identificati. Anche qui nulla di strano, non fosse per un particolare: nel 2006 la U2 Ltd. si è trasferita da Dublino ad Amsterdam dopo che il governo irlandese aveva deciso di modificare la legge sul diritto d’autore, fino a quel momento esente da tasse per la gioia dei tanti artisti (anche italiani) che si sono fiscalmente trasferiti laggiù. Bene, dopo la modifica, si sono salvati solo gli incassi inferiori a 360mila dollari. Oltre quella cifra, giù con le tasse: e difatti se nel 2005 aveva pagato poco più di 32mila euro di tasse (per l’esattezza 32.385), nel 2006 la U2 Ltd ha versato 765mila euro (765.578). Perciò, portandosi dietro le critiche di tutto il mondo, la società degli U2 proprio nel 2006 ha fatto le valige ed è partita per Amsterdam, visto che in Olanda la tassazione è nettamente ridotta. Ma al momento del trasferimento i 4 membri del gruppo - Bono, Larry Mullen, The Edge e Adam Clayton - hanno lasciato l’organico della società, che in compenso si è improvvisamente dotata di cinque «employees», cioè impiegati, non indicati per nome ma premiati da un assegno di quasi 18 milioni di euro. Quindi se due più due fa quattro, gli U2 e il loro manager Paul McGuinness avrebbero guadagnato (senza denunciarli al fisco) quasi diciotto milioni di euro nel 2006. Esclusi naturalmente i quattrini del tour che, secondo Billboard, avrebbe incassato oltre 260 milioni di dollari. Naturalmente il portavoce degli U2, Frances McCahon, si è rifiutato di confermare anche il più piccolo particolare e quindi tutto rimane nel mistero. Come senza risposta è la domanda decisiva: ma Bono, che possiede e spesso vive in un castello con vista sulla Baia di Dublino, è fiscalmente residente in Irlanda? Se fosse così, probabilmente dovrebbe rispondere degli incassi e pagarci debitamente le tasse. Cosa che peraltro non dovrebbe essere granché pesante, visto che a occhio e croce (calcoli esatti sono impossibili vista la marea di società e investimenti) il patrimonio della band sarebbe intorno agli 860 milioni di dollari. Però.