1964: VACCARI PRECORRE LA FICTION

Un critico graffiante come Achille Campanile scrisse che «Mastro Don Gesualdo è senza dubbio il migliore fra i romanzi sceneggiati che abbiamo visto». Era il 1964 e di sceneggiati di ottimo livello se ne erano visti in dieci anni di Tv. Ancora oggi Mastro Don Gesualdo resta un capolavoro per la forza narrativa, la qualità dell'ambientazione, delle scene e dei costumi, il livello altissimo della recitazione. Eppure i dubbi sull'operazione erano stati tanti, all'inizio. Prima di tutto si trattava di affrontare un capolavoro della nostra letteratura, in cui Verga, forse più che nei Malavoglia, aveva raggiunto il punto più alto della sua narrativa. La storia del manovale diventato padrone e quindi «don», sposato con una donna nobile che non lo ama e incinta di un altro, che muore alla fine solo, abbandonato dalla figlia e dalla stessa servitù, era il ritratto di un intero mondo, colto e rappresentato con un verismo che però sfiorava il visionario e l'onirico. Il giovane regista Giacomo Vaccari, vero enfant prodige della nostra Tv, che aveva già al suo attivo successi indiscutibili come L'idiota e La Pisana, intuì che per far arrivare ai telespettatori il romanzo di Verga bisognava trovare una strada diversa da quella battuta dagli sceneggiati di allora, che avevano una struttura teatrale. Scelse così di usare per le sei puntate la pellicola e uno stile narrativo nervoso, che dava molto spazio all'ambiente e che coglieva i protagonisti in maniera inusitata, quasi di sbieco, come se fossero sfuggenti. Era una scelta rischiosa, che poteva diventare ostica per il telespettatore medio, ma che Vaccari riuscì a risolvere positivamente, grazie anche al rigore e alla chiarezza della sceneggiatura. Più discutibile fu l'uso del dialetto siciliano, forse su suggestione de La terra trema di Luchino Visconti, non a caso tratta da I Malavoglia. Achille Campanile fece l'unica riserva su questo punto, sottolineando che, invece, Verga «riesce a dare l'impressione che i personaggi parlino siciliano, facendoli parlare in italiano, e certe volte perfino in un italiano ricercato». Aveva ragione, ma Mastro Don Gesualdo restava sempre un capolavoro. Un ruolo fondamentale nel successo lo ebbe Enrico Maria Salerno, in un'interpretazione fra le più alte di tutta la sua carriera. Accanto a lui recitavano, come non avevano mai fatto prima in Tv, Lydia Alfonsi, Turi Ferro, Sergio Tofano e Valeria Ciangottini. Giacomo Vaccari, però, non poté assistere al successo perché morì a soli 32 anni in un incidente d'auto.