1969: IL MITE NOSCHESE, RE DELLA BURLA

Alighiero Noschese non fu solo un imitatore e un trasformista, ma anche e soprattutto un geniale caricaturista che coglieva sapientemente i tic fisici e verbali di centinaia di personaggi appartenenti al mondo della politica, dello spettacolo e del giornalismo. Era, nella vita, un uomo piccolo e mite, dall'educazione anglosassone, ma sul teleschermo scatenava il suo talento satirico, diventando l'uomo dai mille volti e dalle mille voci. Nella Rai non ebbe vita facile perché, solo nel 1969 con Doppia coppia, accanto all'indimenticabile Bice Valori, ebbe il primo, grande successo. Le sue imitazioni dei politici, da Fanfani a Andreotti, da Leone a La Malfa, da Almirante a Preti fino a Pannella, guardate a vista dalla censura, furono irresistibili come, del resto, quelle dei giornalisti televisivi e delle annunciatrici. In Doppia coppia, ma anche in Canzonissima, Formula due, Ma che sera, l'ultimo varietà prima della sua tragica scomparsa, Noschese tracciò un ritratto gustoso e talvolta controcorrente, di un intero mondo che la Tv proponeva ogni sera. Alighiero, con la sua capacità sbalorditiva di imitare le voci più diverse, frutto anche di un raro perfezionismo, era bravissimo a creare scompiglio in una Rai dove, nonostante il Sessantotto, esisteva ancora un certo formalismo. Uno degli scherzi che faceva ogni tanto ai direttori e redattori capi dei Tg era di telefonare loro con la voce dei corrispondenti dall'estero. Molte volte, imitando perfettamente Ruggero Orlando, il popolare corrispondente da New York, propose servizi di assoluta invenzione, mettendo in subbuglio l'intera redazione. Erano scherzi che, però, Noschese svelava presto perché la sua educazione era tale che non gli permetteva di creare qualche vero problema alle sue vittime. Con i compagni di scena si divertiva, se possibile, ancora di più. Bice Valori era continuamente chiamata al telefono per le più futili ragioni dal marito Paolo Panelli finché un giorno lo mandò al diavolo, suscitandone le giuste proteste. Era stato Alighiero a farle quelle telefonate e la povera Bice non aveva avuto neppure per un attimo il dubbio sull'identità di quella voce. Anche il regista Eros Macchi, ribattezzato Eros Maschi, era spesso vittima delle invenzioni di Alighiero, ma tutto si concludeva con una reciproca risata. Lo scherzo più bello, tuttavia, lo fece fuori dalla Tv. Nel 1975 imitò talmente bene Vittoria Leone, moglie del Presidente della Repubblica, che Antonella Steni, sua compagna di scena a teatro, si recò al Quirinale a prendere un tè con la first lady. Solo allora scoprì che era stata l'ennesima burla del ragazzaccio Alighiero.