1971: CHE BRIVIDI COL «SEGNO DEL COMANDO»

Il segno del comando fu nel 1971 il primo sceneggiato italiano che coniugava la parapsicologia con il giallo, il mistery e la fantasy. L'atmosfera della storia d'amore fra il professor Foster e la fascinosa modella Lucia, ambientata in una Roma barocca ricca di luoghi oscuri e inquietanti, era per giunta accompagnata da una partitura musicale non meno inquietante. D'altra parte, che cosa c'era di più misterioso dell'amore per una donna vissuta un secolo prima? Non erano poi singolari le coincidenze fra la vita del professor Foster e quella del pittore Marco Tagliaferri, morto nell'Ottocento? Tutto era naturalmente frutto dell'invenzione del soggettista e sceneggiatore Flaminio Bollini, affiancato da Giuseppe D'Agata, Lucio Mandarà e Dante Guardamagna. Ma i telespettatori, che seguirono con straordinaria partecipazione le cinque puntate, non seppero mai nulla degli strani incidenti capitati durante la registrazione: incidenti che apparivano frutto di circostanze non meno misteriose degli eventi rappresentati nello sceneggiato Gli interpreti (Ugo Pagliai, Carla Gravina, Massimo Girotti, Angiola Baggi, Rossella Falk, Carlo Hintermann, Silvia Monelli, Andrea Checchi, Laura Belli, Franco Volpi) e il regista Daniele D'Anza un po' ci scherzavano su, un po' toccavano ferro, anche perché gli episodi misteriosi furono più di uno. In una scena suggestiva dove apparivano decine di orologi, che erano stati tarati sulla stessa ora, improvvisamente e senza alcun motivo comprensibile, le lancette cominciarono a segnalare orari tutti diversi. Un episodio altrettanto curioso accadde allo scenografo Nicola Rubertelli. Mentre incideva il nome del pittore Tagliaferri su una pietra, quest'ultima gli scoppiò letteralmente in mano, ciò che non era mai accaduto precedentemente in un laboratorio scenografico. Ancora più singolare, se non inquietante, fu ciò che accadde alla segretaria di edizione che doveva cronometrare un concerto per la colonna sonora. Improvvisamente e anche questa volta senza apparenti motivi, le lancette del cronometro girarono all'indietro, come se volessero rifiutarsi di calcolare il tempo di quella musica inquietante.
Tutti questi episodi, per lo meno anomali ma in casuale sintonia con i misteri della vicenda, furono considerati un auspicio poco favorevole per il successo del programma, ma i risultati smentirono ogni preoccupazione. Il segno del comando batté tutti i record di ascolto e diventò addirittura un programma cult. Il pittore Tagliaferri aveva portato una grande fortuna e non la jella da alcuni temuta.