1986: «LA CORRIDA» SFONDA IN TV

Può un programma radiofonico, trasmesso dal 1968 al 1977, diventare un successo televisivo? Anche se i suoi protagonisti sono semplici dilettanti, che si esibiscono come cantanti, fantasisti, imitatori o attori, di fronte a un pubblico da fossa dei leoni? Un pubblico pronto, se non li trova di suo gradimento, a massacrarli con urla, fischi, schiamazzi, sfottò. Furono queste le domande che si posero Corrado, suo fratello Riccardo, Jurgens e Rizza quando ebbero l'idea di proporre sui teleschermi di Canale 5 La corrida, uno dei programmi più amati dell'intera storia radiofonica della Rai. La loro risposta fu positiva, come quella dei dirigenti di Canale 5, ma tutti erano consapevoli che il rischio era forte, dal momento che il pubblico televisivo non è lo stesso di quello radiofonico. Certo, Corrado era un conduttore assai popolare e su Canale 5 presentava il fortunatissimo gioco a premi Il pranzo è servito, ma la collocazione de La corrida nella prima serata del sabato subiva inevitabilmente la concorrenza dei grandi varietà della Rai, fino allora dominatori indiscussi di quella fascia.
Il 5 luglio 1986 La corrida debuttò e piacque subito, ma nessuno, neppure Corrado, avrebbe potuto immaginare di condurla per dieci edizioni, con un successo ogni anno crescente, battendo varietà ambiziosi e costosi. La formula del programma era rimasta la stessa della radio, ma, naturalmente, c'era in più l'immagine a caratterizzare i concorrenti, le loro smanie di protagonismo, le loro capacità o le loro debolezze, le bizzarrie o le timidezze. La corrida rivelava un'Italia del tutto assente dai mass-media, quella per lo più provinciale, dove impiegati, maestri, commessi viaggiatori coltivavano le loro speranze di successo e soprattutto le loro illusioni. Il pubblico, che assisteva in studio alle esibizioni, era armato di campanacci e di fischietti, ma dava l'impressione più di una volta di divertirsi nel baccano piuttosto che accanirsi contro i concorrenti più sprovveduti. Era, invece, generoso con i più bravi o comunque con coloro che dimostravano la loro passione e il loro impegno. Se la formula apparve perfettamente adatta anche al teleschermo, il successo de La corrida non sarebbe stato così clamoroso senza la presenza di Corrado e del maestro Pregadio, che non si limitava ad accompagnare i concorrenti con la sua eccellente orchestra. I loro duetti, la loro complicità, la misura della loro ironia erano impagabili.
Morto Corrado, La corrida è ritornata con grande successo nel 2002, condotta con la stessa garbata ironia da Gerry Scotti, affiancato dall'inossidabile maestro Pregadio.