1988: «STRISCIA», VINCE IL TG SATIRICO

Reduce dal successo di Drive in, Antonio Ricci pensò a un telegiornale satirico, dai ritmi rapidi e dalla durata limitata, che smascherasse i Tg veri, che rivelasse le notizie taroccate, che cogliesse i retroscena della politica, ma anche del costume e della cronaca. Si trattava di fare controinformazione non in chiave ideologica, ma con il linguaggio del varietà. Ecco, allora, come conduttori i due protagonisti di Drive in, Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo, e come contorno le «veline», due ragazze in bella mostra, meno vistose e meno conturbanti di quelle apparse nel precedente varietà di Ricci.
Striscia la notizia debuttò il 7 novembre 1988 su Italia 1 e diventò presto un appuntamento che era impossibile perdere, tanto che un anno dopo passò su Canale 5, la rete ammiraglia di Mediaset. Quando, poi, partì il Tg5, Striscia la notizia fu programmato subito dopo la sua conclusione, conquistando anche nel palinsesto la sua immagine di Tg satirico. Se i suoi conduttori sono numerosi e si alternano soprattutto nei primi anni, con l’eccezione di Ezio Greggio che ne è il punto di forza, il taglio di Striscia, giocato sempre sulla velocità, è lo stesso: rappresentare e svelare ciò che non viene detto dall’informazione per scelta ideologica, per omertà o per scarso professionismo, ma anche raccontare i problemi, piccoli e grandi, dell’Italia quotidiana, gli sprechi delle amministrazioni pubbliche, le truffe subite dalla gente comune, i tic e le manie dei politici e dei vip dello spettacolo. Striscia la notizia diventa così la Tv dei «fuori onda», delle immagini rubate, dei taroccamenti dei programmi più popolari.
D’altra parte, la creatura di Antonio Ricci ha corrispondenti e collaboratori nascosti dappertutto, perfino nella Rai dalla quale, spesso e volentieri, giungono scoop scandalistici e insieme esilaranti. Il segreto di questa controinformazione satirica è di aver creato un rapporto di complicità e di simpatia con tutti coloro che lavorano nell’informazione e che spesso sono soggetti a censure ideologiche o anche a timori nell’affrontare certi argomenti. Ma Striscia ha lavorato e lavora sul campo con le incursioni del Gabibbo, un pupazzone diventato popolarissimo, e degli inviati, da Stefano Salvi a Jimmy Ghione fino a Valerio Staffelli, le imitazioni dei potenti di turno di Dario Ballantini, trasformista simpatico e pieno di estro. Quanto ai conduttori, la coppia Greggio-Iacchetti ha dimostrato di non avere rivali, nonostante Bonolis e Laurenti abbiano tentato di insidiarne il primato. A settembre Striscia inizierà il suo diciottesimo anno di vita, con l’intenzione di sempre di divertire e insieme di smascherare l’Italia che non va.