Il 19enne nazionale del golf che vuol far giocare Cassano

Lo swing è quello del «nino» Sergio Garcia, il campione spagnolo che gioca sul Pga tour americano, anche se a lui piace il numero uno Tiger Woods. Preciso, aggressivo, la testa del bastone che si gira su una linea perfetta. Un movimento «smooth» ma allo stesso tempo potente. Tanto che con il drive la pallina la fa viaggiare a 280 metri. Mica male per uno che ha 19 anni e che da cinque è nella prestigiosa squadra nazionale della Federazione italiana golf. Insomma, uno dei venti migliori golfisti nostrani. Una promessa che, speriamo, fra tre anni vedremo giocare nel tour europeo, il massimo torneo per i giocatori al di qua dell'Oceano.
Nel frattempo Andrea Chiappuzzo, di Novi Ligure, tesserato per il circolo Villa Carolina, pensa anche a studiare. Non soltanto i colpi e i segreti di legni e ferri grazie al suo maestro Andrea Reale, ma anche i libroni del primo anno di Economia e Commercio, la facoltà che frequenta da un anno all'ateneo di Pavia. Andrea non ha voluto seguire le orme del papà medico e del nonno, suo omonimo, per 37 anni medico ufficiale della Sampdoria. Con loro ha tuttavia un'altra grande passione in comune, la squadra del cuore e i colori blucerchiati. Tanto che quasi tutte le domeniche segue i calciatori in tribuna insieme al nonno e tifa per il suo idolo Antonio Cassano.
«Molti calciatori - sorride il giovane campione di golf - quando smettono la loro carriera, oppure nel tempo libero, si dedicano alla mia disciplina. E sono anche buoni giocatori. Un giorno spero che anche Cassano segua le orme di tanti suoi colleghi e, se lo vorrà, gli potrò dare qualche consiglio utile per colpire la pallina al posto della sfera».
Andrea ha cominciato a calpestare i fairways di Villa Carolina a nove anni. Si è appassionato subito e a dodici anni ha cominciato a vincere le prime gare da amateur. A 14 è entrato in nazionale anche grazie al suo bassissimo handicap di gioco. Oggi è più 2,5. Cioè, a seconda del circolo, deve giocare almeno due o tre colpi sotto il par del campo. Insomma, uno bravo come i professionisti dell'European Tour. A 15 anni ha vinto il campionato italiano cadetti a Verona. A 17 è arrivato terzo con la squadra dei boys italiani ai campionati europei di Mosca e Bruxelles. A diciotto si è piazzato secondom ai campionati italiani assoluti medal all'Olgiata di Roma e settimo al campionato italiano professionisti Omnium a Margara. A 19 è arrivato in semifinale ai campionati internazionali d'Italia a Villa d'Este e sesto ai campionati assoluti italiani a Castelconturbia. Piazzamenti e non primi posti, dice lui, soltanto perché si è dovuto impegnare molto a studiare per la maturità al liceo scientifico. Adesso si allena cinque ore al giorno e un paio in palestra. Se lo swing è quasi perfetto, deve invece migliorare i putt. Il suo campo preferito è Biella. Per adesso sponsor non ce ne sono. Come per i suoi colleghi ci pensa la Fig a pagare le spese per le trasferte delle gare. Così come per il suo allenatore Alberto Binaghi, che Andrea stima moltissimo. I suoi obiettivi, per i prossimi anni, sono la laurea e poi via in giro per il mondo con la speranza di ottenere la carta per entrare nell'olimpo dei professionisti e cominciare a giocare nell'European Tour. Andrea è uno dei pochi italiani che ce la può fare.