2 giugno, Napolitano: "Rispettare la Repubblica" La folla acclama Berlusconi: "Santo subito"

Messaggio del capo dello Stato per la Festa della Repubblica: &quot;Serve uno slancio comune&quot;. Il ruolo delle forze armate al centro delle celebrazioni, presente anche <strong><a href="/a.pic1?ID=266091" target="_blank">il premier Berlusconi assediato dai fans</a></strong>

Roma - Il capo dello Stato depone all’Altare della Patria una corona d’alloro sulla tomba del Milite ignoto. È il primo atto della cerimonia per il 62/o anniversario della Repubblica che ha il suo momento centrale nella parata militare intitolata anche quest’anno La Repubblica e le sue forze armate.

L'apertura delle celebrazioni Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto questa mattina le celebrazioni per la Festa della Repubblica in piazza Venezia e ai Fori Imperiali a Roma. Il capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha passato in rassegna le truppe schierate a piazza Venezia e ha poi raggiunto sul sacrato dell’Altare della Patria il premier Silvio Berlusconi e i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Insieme hanno poi salito la scalinata del monumento alla Patria per deporre una corona di alloro alla tomba del Milite ignoto e osservare un minuto di silenzio. Presenti alla cerimonia tutti i più alti rappresentanti delle magistrature della Repubblica e delle Forze dell’ordine, e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini. L’inizio della cerimonia è stato suggellato dal passaggio delle frecce tricolori.

Il messaggio del capo dello Stato La vita del paese deve basarsi sui principi della Costituzione, ma in questo periodo quei principi di tolleranza e di rispetto delle leggi e delle persone sembrano essere travolti da una ondata di "violenza" e intolleranza. Ed è questo motivo di grande "preoccupazione". Nel messaggio agli italiani per la festa della Repubblica che si celebra oggi Napolitano esprime proprio questa preoccupazione e chiede a tutti, cittadini ed istituzioni, di arginare il rischio di una "regressione civile". Il presidente rivolge un messaggio al Paese che è anche un richiamo a una vera e propria mobilitazione e risveglio delle coscienze. La Repubblica italiana - dice il capo dello Stato - è nata grazie a "uno sforzo straordinario di solidarietà e unità" ed è "qualcosa che vale la pena di ricordare perché l’Italia, divenuta un paese altamente sviluppato, avrebbe oggi bisogno di uno sforzo simile, per la complessità dei problemi che sono dinanzi alla società e allo Stato, in un mondo profondamente mutato".

Il ringraziamento alle forze armate Le Forze Armate italiane sono "componente produttiva e costruttiva, strutturale e non occasionale, del sistema istituzionale del nostro Paese, sempre più impegnato in Europa e nelle organizzazioni internazionali, per l’attuazione di una strategia di cooperazione volta a garantire sicurezza, stabilità e pace". Il presidente della Repubblica ha inviato un messaggio al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini, per ricordare il loro impegno "nelle innumerevoli missioni a sostegno dei diritti umani, della legge e dello sviluppo sociale ed economico in tante aree di crisi". Napolitano ha rivolto il proprio omaggio "a tutti gli uomini e le donne che sono caduti perché quel giorno potesse finalmente giungere e a tutti quelli che, dopo di loro, hanno perso la vita perché i valori che avevano ispirato la conquista della democrazia potessero durare nel tempo e consolidarsi". "Quei valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini, rispetto dei diritti, delle capacità e del merito di ognuno sono ancora oggi il fondamento della coesione della nostra società e i pilastri su cui poggia la costruzione dell’Europa - ha concluso il capo dello Stato - questi costituiscono l’essenza del forte e convinto contributo che il nostro Paese fornisce alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale".

Fini a Napolitano: "Messaggio alto" "Un messaggio, quello di ieri del capo dello Stato, alto, condiviso, certamente impregnato di quella passione civile che caratterizza il mandato del presidente Napolitano", ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sottolineando che "occorre ricordare, soprattutto ai più giovani", l'importanza di questa festa. E ha puntualizzato "Non bisogna dare per scontato che sia una festa acquisita dal nostro popolo e ribadirne i valori di fondo, tra l’altro non solo riferiti al passato".

La Russa: "Idea nuova di patria" "L’Italia oggi vive un momento di grande trasformazione. Vi è consenso, al di la dell’alternarsi dei governi, intorno ad una idea nuova di patria, più moderna, efficiente, partecipata". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha ribadito più volte che "oggi è il tempo del lavoro, è l’ora del fare, recuperando quell’entusiasmo e quella fiducia che furono propri dei primi anni della nostra Repubblica, quando dalle macerie si passò, in un tempo brevissimo, al miracolo economico". "Il Tricolore si serve con coraggio, costanza e determinazione, facendo bene il proprio dovere fino in fondo", ha aggiunto il ministro augurandosi che "la stagione politica che si è aperta sia feconda per la nostra Repubblica, rafforzando le basi istituzionali e l’efficienza della Difesa". "Siate sempre orgogliosi - è l’invito di La Russa alle Forze armate - di appartenere ad una istituzione impegnata in modo decisivo per il bene e la sicurezza della Patria e per la difesa degli inalienabili valori della sicurezza e della civiltà. Siate sempre all’altezza delle sfide che ci attendono e continuate ad operare con fermezza, intelligenza e fiducia nel sistema di sicurezza e di alleanze delle quali l’Italia fa parte, con la certezza che il paese vi segue e apprezza il vostro impegno e la vostra dedizione".

Acclamazione per Berlusconi "Silvio santo subito", ha acclamato la folla al termine della parata del 2 giugno assediando il corteo presidenziale delle macchine ferme lungo via dei Fori Imperiali. Per un po' il presidente del Consiglio è restato all’interno della Flaminia blindata ma poi, richiamato a gran voce dalle migliaia di sostenitori al termine della parata militare, ha deciso di uscire dalla vettura per salire sul predellino e rispondere a grandi gesti all’abbraccio dei fans. Alla fine è sceso dall’auto e si è incamminato a piedi lungo via dei Fori Imperiali mettendo a dura prova il nutrito servizio d’ordine incaricato di proteggerlo dall’assalto a dir poco caloroso dei sostenitori.

Maroni celebra a Varese Il ministro dell’Interno Roberto Maroni non parteciperà oggi alla sfilata in via dei Fori imperiali, in occasione della cerimonia per il 62/o anniversario della Repubblica, perchè parteciperà alle celebrazioni della Festa della Repubblica che si terranno a Varese.