Il 2 luglio sportelli chiusi per sciopero

Sciopero dei bancari del gruppo Intesa Sanpaolo il 2 luglio. Lo hanno indetto i sindacati Dircredito, Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Sinfub, Ugl e Uilca. La riforma previdenziale voluta dal governo Monti, secondo la banca, ha annullato l’accordo del 29 luglio scorso. E quindi - afferma il sindacato - se da un lato Intesa Sanpaolo darà luogo al blocco definitivo delle uscite di personale con il Fondo di solidarietà e riassumerà i 561 lavoratori esodati dal primo gennaio al 31 maggio 2012, dall’altra ha chiesto di ridurre il costo del lavoro di 250 milioni, «una cifra dovuta all’impossibilità di mandare via 3mila persone al seguito del decreto Fornero sugli esodati».
Un portavoce del gruppo sottolinea che «la disponibilità della banca a sospendere le uscite previste (ma non più realizzabili a seguito della riforma delle pensioni, ndr) ha richiesto l’attivazione di una procedura sindacale di riorganizzazione, con l’obiettivo di individuare tutti i possibili strumenti che consentano di confermare gli obiettivi previsti in termini di riduzione dei costi, con l’ausilio degli strumenti previsti dalla contrattazione vigente». Intanto il Cds di Intesa Sanpaolo ha accolto all’unanimità la proposta del presidente Giovanni Bazoli di riduzione di un terzo della componente fissa del loro compenso dall’1 luglio.