Il 20 settembre al Vittoriano il saluto di Ciampi e Moratti

da Milano

La scuola italiana? Che noia! Per renderla più entusiasmante gli alunni reclamano l'inserimento dell'ora di gossip-attualità e dell'ora di sport nei programmi scolastici. Alla vigilia del ritorno in aula, che da oggi a scaglioni riporterà tra i banchi oltre 8,7 milioni di ragazzi e ragazze, è questa la richiesta che emerge da uno studio della rivista online Marketing e Tv, che ha intervistato un campione di 700 studenti italiani delle scuole medie.
Il quadro che risulta dall'indagine non è dei più rosei. Il 69,8% degli alunni si dice infatti non soddisfatto del sistema scolastico del Belpaese, contro il 19% che invece dichiara di essere contento e il 7% che afferma di rimanere indifferente.
I motivi di tanto malcontento? La scuola sarebbe terribilmente noiosa e non al passo con i temi di attualità, secondo il 32% degli intervistati; inadeguata rispetto alle problematiche del mondo del lavoro, per un altro 21%. Un'altra fonte di insoddisfazione, sempre secondo l'indagine, per il 18% degli studenti sarebbe l'età troppo «matura» dei docenti. Il 7% dei ragazzi intervistati segnala, inoltre, anche l'inadeguatezza, a proprio parere, delle strutture: istituti fatiscenti, freddi e scomodi e totale assenza di supporti tecnologici appropriati. Un 5,5% vorrebbe più viaggi di istruzione e di maggiore qualità.
La soluzione, allora? Il primo passo, a detta degli studenti italiani, è cambiare i programmi scolastici, con «inserimenti» un po’ bizzarri ma certamente rispondenti alle proprie passioni. Ecco, dunque, le loro proposte. Il 39% del campione vorrebbe che fosse prevista nel programma l'ora di gossip-attualità, mentre il 23% (per lo più ragazzi) vorrebbe partecipare ad attività didattiche in cui si discute di calcio, insomma vere e proprie simulazioni dei principali talk show sportivi. Altri desideri? Inserire l'ora di cucina fast food (12%) e quella di moda (7%), indicata soprattutto dalle ragazze. Vi è poi un 6% che vorrebbe spalancare le porte della scuola alla musica moderna e un 5% al cinema-teatro. Allo stesso tempo vi sono però altre sei materie «classiche» a cui dicono di non voler proprio rinunciare: in primis, l'informatica, amata dal 23% degli intervistati, e poi educazione fisica (20%), educazione tecnica (16%), educazione musicale (12%), disegno (10%) e religione (6%).
Nell’attesa che i suggerimenti dei giovani vengano accolti dal ministero della Pubblica istruzione, oggi per gli studenti italiani si riaprono i cancelli delle scuole. Il nuovo anno scolastico è già ufficialmente partito, giovedì scorso primo settembre, ma è da oggi che alla spicciolata, i ragazzi torneranno in classe, pronti a riprendere posto tra i banchi, a fare i conti con lezioni e interrogazioni.
Nel 2005-2006, frequenteranno le scuole italiane 8.728.000 ragazzi e ragazze (di cui 7.711.600 nelle scuole statali e 1.017.200 in quelle non statali), secondo i dati del ministero dell'Istruzione. I primi a rimettersi lo zaino in spalla, secondo i calendari scolastici regionali, domani saranno gli alunni di Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche (dove però per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo il rientro è fissato per il 15 settembre), Molise, Piemonte e delle province autonome di Bolzano e Trento.
Dopo di loro torneranno tra i banchi, mercoledì 14, gli studenti del Lazio (tranne quelli che frequentanti il secondo ciclo staranno a casa ancora un giorno) e i valdostani.
Giovedì 15 toccherà invece ad Abruzzo, Calabria, Campania, Toscana e Umbria, seguite il prossimo lunedì 19, da Basilicata, Emilia Romagna, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto. Ultimi a riprendere in mano libri e quaderni, saranno gli studenti liguri per i quali la campanella di inizio anno suonerà soltanto martedì 20 settembre.
Infine una notizia positiva per le mamme e i loro figli piccoli. Madri in ansia per i bimbi, curvi sotto il peso di zainetti carichi di libri? A tranquillizzare i genitori italiani, alla vigilia della ripresa dell'anno scolastico, è Italo Farnetani, pediatra e docente all'università di Milano. «Ormai pediatri e ortopedici sono d'accordo nell'assolvere gli zainetti, che dunque - assicura l'esperto - non devono esser visti come una minaccia per la schiena di grandi e piccini».