Dal 2003 a oggi spesi 7 milioni per ripulire i muri della Capitale

Piazza Alessandria è stata ripulita dalle scritte antisemite e neonaziste. L’ufficio del decoro urbano del comune di Roma, su segnalazione del II municipio, ha rimosso dai muri del mercato rionale e dintorni scritte contro gli ebrei e inneggianti al nazismo. Secondo il vicepresidente del II municipio Carlo Cotticelli, «questo è solo il primo degli interventi di bonifica nel quadrante di piazza Alessandria e piazza Regina Margherita». Il decoro urbano, inoltre, ha comunicato che in tre anni sono state cancellate dai muri di Roma oltre 300mila metri quadri di scritte, solo quest’anno 50mila metri quadri. «Dal 2003 - spiega il responsabile dell’ufficio del decoro urbano Mario Schina - il Comune di Roma ha speso per questo tipo di operazioni 7 milioni di euro. Si tratta di scritte, simboli, disegni, tag e murales di vario genere che appaiono, indistintamente, su tutti i muri della città, da quelli dei palazzi a quelli dei monumenti e che vanno periodicamente rimossi a spese della collettività». «Il 50 per cento - ha aggiunto Schina - sono scritte violente e offensive di carattere sportivo, riferite alla Roma o alla Lazio, o politico, che per la simbologia e i caratteri utilizzati, sono attribuibili ad alcune aree dell’estrema destra romana, a cui purtroppo però è difficile risalire».