2006, l’ora di Carmen e del pop sul web

Con Capossela e De Gregori, la cantante è la più attesa per discografici, deejay e giornalisti. Ma si prevede anche un’ulteriore crescita della musica online. Enzo Mazza: «Sarà il definitivo decollo di questa nuova frontiera»

da Milano

Sta a vedere che è l’anno giusto. Che la musica agonizzante traslochi dai fiori alle opere di bene e smetta di recitare le preci che da un lustro corredano previsioni e bilanci. Anno nuovo, musica migliore. D’accordo, quando si fanno nuovi programmi le tinte pretendono vivacità e, insomma, al grigio si preferisce il rosso allegro o il giallo oro. Però qui e là i segnali positivi ci sono, le cifre sorridono timidamente e, come conferma un luminare in materia, Marinella Venegoni della Stampa, «anche i dati americani dimostrano che, malgrado l’inerzia delle case discografiche, c’è una ripresa». Racconta, lei, la musica da vicino, senza giri di parole, filtrando i gusti della gente attraverso le fluttuazioni degli artisti che spesso sono meteore, subito famosissimi ma desaparecidos il mese dopo. «Anche nel 2006 il rap - dice - sarà capace di parlare ai ragazzi, che non per nulla si stanno tribalizzando, creando linguaggi particolari. Però non dimentichiamo che l’immaginario collettivo ragiona ancora in termini di album, quindi ci vogliono buone canzoni, mica solo un paio di singoletti tanto per far successo subito. Per fortuna a febbraio, dopo il bellissimo disco dell’anno scorso, tornerà Francesco De Gregori. E in primavera, Carmen Consoli».
E la «cantantessa», praticamente in isolamento da quasi un anno, è una delle grandi attese del 2006. Massimo Cotto, ex direttore di Rockstar e membro della commissione del Festival di Sanremo, si aspetta che diventi «quello di cui abbiamo bisogno: una presenza forte nella nostra musica». E ci aggiunge anche Vinicio Capossela e Caparezza, cioè «due artisti che «possono fare il botto», e Rudy Marra, «uno che potrebbe diventare il dannato del cantautorato italiano». Insomma, vincerà l’originalità perché il vero artista «non è quello che annusa l’aria, ma è l’aria stessa» e quindi, si spera, «magari si venderanno meno suonerie per cellulari», che sono l’emblema della musica usa e getta. Già.
L’inizio del 2005 è stato marchiato dalla ansimante attesa per i concerti dei Blue, l’ultima delle boy band che, naturalmente, si è già liquefatta con tutti i cantanti a inseguire sogni spiccioli di carriera solista. «Spero che la gente non ci caschi più» dice Luca De Gennaro, deejay e talent scout di Mtv. Ha girato l’Italia con il dj set che accompagnava i concertoni di Vasco Rossi, ha il polso della situazione e, oltre a Carmen Consoli e a Capossela, incorona la nuova sensazione: il rapper milanese Mondo Marcio «che finalmente ha un bel contratto e potrà esprimersi come è capace». Per il resto, dice, «il 2006 sarà l’anno della discografia digitale, con tante etichette online che sono pronte a essere lanciate. Su questo si sofferma anche Enzo Mazza, presidente della Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana): «Ci sarà il definitivo decollo della musica digitale. I discografici dovranno sfruttare al meglio i vari canali della fruizione: ai giovani musica attraverso la telefonia mobile e l’ipod. Agli altri, prodotti di maggiore qualità». E sulla qualità punta decisamente anche Tony Verona, uno dei nomi storici della discografia italiana, vero pioniere del cantautorato che non ha paura di mettersi in gioco. «Innanzitutto - dice - tanti artisti dovrebbero fare dischi solo quando è il caso. E poi bisogna capire che è cambiato lo scenario: ai cd bisogna arrivare dopo tanta gavetta, altrimenti si rischia di sparire e non lasciare traccia. Il prossimo anno premierà chi saprà avvicinarsi meglio ai nuovi linguaggi informatici. Ma io ho fiducia». E chi non può fare a meno di essere fiducioso è Guliano Sangiorgi dei Negramaro, il gruppo pugliese che nel 2005 è diventato a bruciapelo, dopo l’apparizione al Festival di Sanremo, uno dei più seguiti/applauditi/osannati. «Abbiamo trascorso un anno viaggiando su di un furgone, accorgendoci che la musica è ancora viva. Il 2006? Metterà finalmente l’artista al centro dell’attenzione, anche grazie a internet. Il file multimediale che viaggia liberamente online darà quest’inversione di marcia». «Ma speriamo che non ritorni di moda qualche epoca passata perché vuol dire che non ci sono nuove idee valide» dice Coccoluto, che è uno dei padri di tutti i deejay, acclamato anche su Radio Deejay. «Nei club, durante le serate, noi facciamo in fretta a trasmettere la nuova musica e a cogliere i segnali di cambiamento. Nel pop invece, tutto è fermo ed è una situazione che mi lascia un po’ perplesso. Ma forse stanno per tornare i suoni black e funky che ultimamente sono rimasti un po’ in disparte. Se saranno riveduti e corretti come si deve, potrebbero essere la sorpresa del prossimo anno». Invece Simone Cristicchi lo è stata di quello che sta per chiudersi. Giovanissimo ma già marchiato da una bella gavetta, ha sfornato un singolino, Vorrei cantare come Biagio Antonacci, che è diventato uno dei tormentoni estivi. «La musica soffre di ernia del disco, c’è crisi di vendite e solo durante i concerti c’è sintonia tra artista e pubblico. Forse per questo il 2006 potrebbe dare più spazio delle etichette indipendenti, capaci di trasmettere musica piena di messaggi. Io comunque mi aspetto molto dal nuovo disco di Niccolò Fabi».