Un 2008 dedicato a noi che...

(...) A noi che Milito lo sapevamo meglio di Pelé quando per gli intenditori era un «oggetto misterioso». A noi che quando regaliamo un giocattolo a un bambino siamo felici due volte. A noi che «più mi tradisci più ti amo». A noi che le Winx sono mooooolto più fighe delle Barbie. A noi che le intercettazioni illegittime le abbiamo scoperte. A noi che piuttosto spingiamo la macchina fino al prossimo distributore. A noi che «Creuza de mà» non la fischiamo perché noi capiamo le parole. A noi che abbiamo fischiato chi contestava Preziosi. A noi che a «picchia Gorin» una maglia da titolare da daremmo anche oggi. A noi che i Prof si rispettano. A noi che all’Inter curavamo i Bini e i Canuti quando avevano l’artrite. A noi che all’Inter ora non mendichiamo giocatori in prestito ma è l’Inter che li mendica a noi. A noi che «doriane tranquille, Pato non parlerà». A noi che per il Presidente abbiamo anche preso gli schiaffi in gradinata. A noi che di capitano ne abbiamo uno solo. A noi che quando il passato non contava abbiamo aspettato il presente e ora lasciamo ad altri solo il condizionale. A noi che questa squadra la dedichiamo a quelli del terzo anello. A noi che il Ferraris non si tocca anche quando perdiamo. A noi che Scantamburlo era uno noi. A noi che Grabbi, Lopez,Marulla,Boito li amiamo come Skhuravy. A noi che all’Anfield Road abbiamo insegnato il fair play ai maestri. A noi che anche a Firenze sapevamo che prima o poi la notte di San Lorenzo sarebbe arrivata a giugno. E che mentre ci pensiamo, dobbiamo asciugarci gli occhi.