Il 2008 di Marchionne? Non sarà un anno facile

Dopo Punto, Bravo e 500, le prossime novità arriveranno da Lancia e Alfa ma solo nella seconda metà dell’anno

da Milano

Mercoledì si tiene il cda per i conti Fiat, ma gli occhi sono già puntati al 2008, che sarà l’anno della prova del nove. La divisione auto ha infatti giocato tutti gli assi a disposizione: Grande Punto, Bravo e 500. E prima di averne a disposizione altri (Lancia Delta Hpe e Alfa Junior) bisognerà attendere la seconda metà dell’anno venturo. È vero che nelle prossime settimane sarà presentata una Croma largamente aggiornata, che dai primi mesi del 2008 la 500 sarà disponibile su altri mercati europei, a partire da Regno Unito e Portogallo, e che la Bravo beneficerà di motorizzazioni Euro 5 (1.6 Multijet e 1.4 benzina) in grado di meglio competere con le concorrenti. Ma è anche vero che i primi 6 mesi del 2008 vedranno il gruppo di Torino arroccato sulla difensiva nei segmenti dove tradizionalmente è forte. Nelle city-car la Panda dovrà vedersela con la Opel Agila e la Renault New Twingo; il segmento B avrà come avversarie della Grande Punto (al terzo anno di vita e con il vecchio modello che in Italia vale quasi un terzo delle vendite), la Suzuki Splash e la Mazda2, mentre tra le «medie» le «anti-Bravo» si chiameranno Peugeot 308 e la rinnovata Ford Focus.
Per il team di Sergio Marchionne ci sarà un gran lavoro anche dopo il giro di boa, quando la 500 conoscerà da vicino la Ford Ka, nata sullo stesso pianale, e sempre la casa americana lancerà la sua «anti-Punto», la nuova Fiesta (o Verve). Più in discesa, invece, sembra essere la strada di Fiat Professional, grazie alla novità Fiorino, in vendita da dicembre. La capacità di tenuta del Lingotto sarà l’argomento decisivo nelle prossime valutazioni degli analisti, anche in funzione del ritorno del debito a «investment grade». Tra gli osservatori, comunque, c’è chi è convinto che la spinta torinese non si esaurisca al 31 dicembre 2007. «Il primo trimestre 2008 - commenta un analista - vedrà il picco degli utili di Fiat Auto. Non dimentichiamo che il break even della 500 è a 70mila unità su una produzione di 120mila che salirà a 140-150mila. Anche la Bravo, alla fine, avrà un impatto positivo, nonostante una produzione piuttosto limitata (120mila pezzi, ndr) per un segmento come il C».
E proprio il segmento C, dove la Fiat fatica ancora a trovare spazi (tra gennaio e settembre le Bravo immatricolate in Italia sono state 31.055 contro 48.893 Ford Focus, 43.876 Vw Golf e 34.744 Opel Astra), rappresenta il vero punto di equilibrio del mercato, con quasi lo stesso peso sia in volume che in valore. Una ricerca del Centro studi Fleet&Mobility evidenzia, infatti, come city-car e utilitarie (segmenti in cui Torino è forte) pesino per il 56% sul numero delle immatricolazioni, ma solo per il 38% sul giro d’affari del settore. Mentre le auto di categoria superiore, a un volume di vendite del 17% contrappongono un valore quasi doppio (33%). Da qui la necessità per Torino di ottenere più risultati dalla Bravo.