Dal 2008 niente controlli di frontiera per nove Paesi Ue e per la Svizzera

Dal marzo dello stesso anno via libera anche negli aeroporti. Solo Cipro esclusa

Max Reggiani

da Roma

Via i controlli di frontiera per terra e mare con nove dei dieci Paesi entrati nella Ue nell’aprile 2004, ma anche con la Svizzera, a partire dal 2008. Dopo un contenzioso abbastanza aspro - i nuovi temevano che si volesse prolungare la situazione di stallo che li riguardava per non alimentare i timori delle opinioni pubbliche dei vecchi 15 soci per i problemi relativi all’immigrazione - ieri a Bruxelles i ministri degli Esteri dei 25 hanno finalmente raggiunto un accordo, frutto di un compromesso presentato dai portoghesi.
In base alle intese raggiunte, per l’Italia era presente il ministro Giuliano Amato, a partire dagli ultimi giorni di dicembre del 2007 anche Slovenia, Ungheria, Malta, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Estonia, Lituania, Lettonia aboliranno i controlli di polizia per chi viene da altri Paesi Ue sulle strade e nei porti. Per quel che invece concerne gli aeroporti occorrerà attendere qualche mese di più: si parla di marzo 2008 e il motivo è legato alla complessità per quei Paesi di dotarsi della banca dati (il cosiddetto Sis: Sistema informazioni Schengen) che permette la libera circolazione già da tempo nei vecchi 15 esclusi però, per loro volontà, la Gran Bretagna e l’Irlanda, ma inclusi invece - sebbene siano fuori dalla Ue - Norvegia e Islanda.
Qualche problema in realtà, resta irrisolto. Cipro ad esempio pare non possa esser pronto per la fine dell’anno prossimo cosicché si è rinviato il suo ingresso in Schengen. Ancora, nell’esame compiuto dai ministri degli Interni dei 25 si è data una valutazione complessivamente positiva dello stato delle frontiere esterne dei nuovi Stati che entrano a far parte del sistema, con l’eccezione del confine di 90 chilometri tra la Slovacchia e l’Ucraina, con Bratislava chiamata a rivedere lo stato delle cose. Ma soprattutto nella Ue si teme che i nuovi entrati nella zona Schengen non siano tecnicamente pronti entro un anno a risolvere i principi tecnici del database attualmente utilizzato. Tanto che un nuovo giro d’orizzonte, quello definitivo, dovrà comunque esser fatto dal «consiglio giustizia e affari interni» (così come si chiama il summit dei ministri degli Interni) verso l’autunno dell’anno prossimo.
Appuntamento necessario, anche perché si avvicina il momento dell’adozione del Sis II, un sistema tecnicamente molto più evoluto dell’attuale database con sede a Strasburgo che è utilizzato in questa fase e che verrà utilizzato nei 9 nuovi Paesi che entrano in Schengen più la Svizzera. Il nuovo sistema, molto costoso e in grado di includere anche i dati biometrici dei cittadini europei, è in ritardo sui tempi previsti. Si pensava potesse entrare in funzione a marzo 2007, ma i tecnici credono non si possa rendere operativo prima del dicembre 2008. In un primo momento Parigi, Berlino, Roma, Madrid e l’Aia parevano voler rinviare l’ingresso dei nuovi proprio alla data d’ingresso del Sis II. Ciò ha provocato molta irritazione da parte dei nuovi che sospettavano si frapponessero ostacoli tecnici per nascondere in realtà una scarsa volontà politica di aprire le frontiere ai loro concittadini. Alla fine i portoghesi hanno fatto da mediatori e si è arrivati alla conclusione per cui - a meno di comprovate carenze - a fine dicembre 2007 nella Ue le frontiere saranno quasi del tutto abolite.
Per quanto riguarda l’Italia ci sono due confini importanti in cui sarà eliminato il controllo dei passaporti: Svizzera e Slovenia. Paesi confinanti in cui spesso ci si trovava a dover effettuare lunghe file sulle autostrade in attesa di potervi fare ingresso.