Il 2009 anno nero delle sofferenze bancarie

RomaIl 2009 si conferma come un anno molto difficile per le banche: a causa della crisi economica si è chiuso infatti, dicono i dati dell’Abi, con un grave peggioramento della qualità del credito. Alla fine dell’anno passato le sofferenze lorde (cioè le partite difficilmente esigibili) hanno superato quota 59 miliardi di euro con un aumento di 17,7 miliardi (pari al 42,8% in più) rispetto alla fine del 2008. Il rapporto fra le sofferenze e la totalità degli impieghi è salito dal 2,35% al 3,28%, con un incremento percentuale superiore al 40%. Si tratta del valore più elevato degli ultimi dieci anni. Il rapporto fra sofferenze nette e patrimonio di vigilanza è risultato, in dicembre, pari all’l1,23%.
L’incremento così elevato delle sofferenze segnala la grave difficoltà, soprattutto da parte delle imprese, a far fronte agli impegni contratti con le banche, nonostante il 2009 abbia visto una contrazione degli impieghi bancari nei confronti delle aziende (meno 3% rispetto al dicembre 2008). Segnala inoltre il forte calo degli investimenti delle imprese in un anno di recessione. Secondo le indagini bancarie più recenti si sarebbe però registrata in questo scorcio di 2010 una ripresa moderata della richiesta di finanziamenti da parte delle imprese.
Il peggioramento della qualità del credito avrà effetti negativi sui bilanci delle banche. Nell’ intervento all’assemblea Atic-Forex di Napoli, sabato scorso, il governatore di Bankitalia Mario Draghi ha detto che «la redditività delle nostre banche è nettamente peggiorata, di pari passo con il deterioramento della qualità dei loro prestiti. L’aumento degli incagli e delle rate di prestiti non pagate - ha aggiunto Draghi prefigura un ulteriore peggioramento nei mesi a venire», tanto che il governatore invita le banche a impiegare gli utili nel rafforzamento del patrimonio.
Sempre secondo i dati dell’Abi, anche in gennaio l’attività bancaria ha ristagnato: l’incremento degli impieghi verso famiglie e imprese è risultato praticamente nullo (+0,1%), mentre la frenata è evidente (meno 4,9%) rispetto alla fine del 2008. Complessivamente, tra famiglie e imprese, le banche in gennaio mostravano impieghi per 1.552,2 miliardi di euro contro 1.552,16 miliardi di dicembre. La stagnazione dei prestiti avviene nonostante i tassi d’interesse siano su livelli storicamente bassi. Il tasso sui nuovi prestiti alle imprese non finanziarie in gennaio è sceso al 2,02%, nuovo minimo storico rispetto al 2,17% di dicembre. Rispetto al maggio del 2009 il calo ha raggiunto l’1%. Secondo l’Associazione bancaria, i tassi sui finanziamenti alle imprese in Italia sono inferiori alla media dell’area dell’euro: i nuovi prestiti fino a un milione di euro sono stati erogati in gennaio a un tasso del 3,03% contro il 3,40% dell’Eurozona.
Per venire incontro alle esigenze di finanziamento delle piccole e medie imprese, è stata firmata ieri fra Abi e Cassa Depositi e Prestiti la convenzione per la ripartizione della seconda tranche da 5 cinque miliardi di euro messo a disposizione dalla Cassa a questo fine. Complessivamente la Cdp ha stanziato 8 miliardi di euro.