Il 21 febbraio data da festeggiare

Propongo di festeggiare il «21 febbraio» come festa della Liberazione da Prodi! Se D’Alema non è un «Quaquaraquà», se Napolitano è veramente un galantuomo e se, in pratica, dovesse cadere il governo (che comunque cadrà), propongo di festeggiare questo giorno che ci fa apparire il futuro degno di essere vissuto non come un incubo. «Prodi, go home» questo dev’essere lo slogan per tutti. Chiederemo una dispensa a Ruini, per infrangere il periodo della Quaresima, onde festeggiare in piazza con balli e maschere carnascialesche l’evento che ci ha miracolato dalla peste bubbonica del centrosinistra. Propongo che vengano suonate per le piazze a tutto volume il Boogy-Woogy dei liberatori americani e che sia cantato «When the saints go marching in» e che le finestre siano ricoperte da bandiere Usa, con scritto «Thank you Usa». Devono prevalere i sorrisi dei pensionati, dei giovani, degli anziani, dei papà, delle mamme e dei bambini: tutta l’Italia deve sorridere, alla faccia dei brutti e tetri Caruso, Casarin, Diliberto, Sanguineti, Fo, Rame, Rizzo, Scalzone e di tutti gli amici loro.