Il 22 gennaio la conferenza di pace di Ginevra sul conflitto in Siria

Il segretario dell'Onu, Ban Ki-moon, ha confermato la data dei colloqui. Il ministro degli Esteri russo: "Invitare Arabia Saudita e Iran"

Incontro sugli sviluppi del conflitto siriano a Ginevra

La conferenza di pace di Ginevra, che si pone come obiettivo quello di trovare una soluzione al conflitto in Siria, che continua da 32 mesi, ora ha una data. Il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha annunciato questa mattina che l'incontro si terrà nella città svizzera il 22 gennaio.

Sarà "una missione di speranza", ha detto il portavoce delle Nazioni Unite, Martin Nesirky. L'Onu si aspetta "che i rappresentanti dall Siria arrivino a Ginevra sapendo che l'obiettivo della conferenza è quello di mettere seriamente fine a una guerra che ha già fatto 100mila morti, nove milioni di sfollati, e lasciato un numero non calcolato di dispersi e arrestati".

Obiettivo finale della conferenza - ha detto ai giornalisti il segretario Ban Ki-moon - sarà "istituire un governo di transizione con pieni poteri esecutivi". L'obiettivo non sarà affatto facile da raggiungere. Al momento rimangono numerose le perplessità e i punti da chiarire.

Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, ha ribadito oggi che "l'Italia ha interesse" a sedersi al tavolo della trattativa. Il nostro Paese vorrebbe vedersi riconosciuto "il ruolo che ha giocato negli ultimi mesi".

Non è chiaro neppure se a Ginevra sarà presente una delegazione dall'Iran. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, oggi a Roma per un incontro alla Farnesina, ha sottolineato la necessità della presenza come "partecipanti esterni" di tutti i Paesi che influiscono sulla regione, "a cominciare da Arabia Saudita e Iran".

Il vice di Lavrov, Gennady Gatilov, ha detto oggi che "la prospettiva non è stata ancora discussa". Mentre Teheran sostiene il governo di Damasco, insieme agli Hezbollah libanesi, i sauditi e il Qatar stanno dalla parte dei ribelli.