Con 231 milioni Bell chiude la partita con il fisco

Accertati 155 milioni di sanzioni e 75 milioni di maggiori tasse passate

da Milano

Si è chiusa, dopo tre mesi di serrate trattative, la vertenza fiscale che ha riguardato la Bell, la società-cassaforte che nel luglio del 2001 ha venduto la maggioranza del gruppo Olivetti-Telecom alla Pirelli (in società con Benetton). Su quella transazione, che ha generato una lauta plusvalenza, il fisco aveva aperto un contenzioso per evasione fiscale, chiedendo a Bell, società lussemburghese ritenuta in realtà italiana, e ai suoi soci - prima di tutto la Hopa di Emilio Gnutti, ma anche banche come Mps e assicurazioni come Unipol - una somma record di 1,937 miliardi di euro.
Ieri mattina è stato invece siglato un accordo tra tutte le parti in causa per chiudere la questione definitivamente, sollevando da ogni obbligo futuro tutti i soci di Bell mediante il versamento all’Agenzia delle entrate di una cifra che, secondo fonti finanziarie, è di 156 milioni. Le cifre in gioco fanno pendere la bilancia dalla parte di Gnutti e soci. Tuttavia sembra che l’accordo sia stato raggiunto dopo l’ammissione di Bell di essere una società lussemburghese solo «per finta». Inoltre sono state azzerate perdite per un importo di 227 milioni a Holinvest (società di Hopa), e riconosciute imposte pagate dai soci per 260 milioni. Questo è un punto importante perché è stato riconosciuto quanto i legali avevano sempre sostenuto, e cioè che i soci avevano già pagato le imposte sulla transazione Telecom, sotto forma di tassazione dei dividendi percepiti da Bell. I legali che hanno assistito in questi mesi Bell e i suoi soci sono stati la studio Vitali Romagnoli Piccardi e associati, lo studio Zulli Tabanelli e associati e lo studio Ripa di Meana e associati.
In pratica a fronte di una maggiore imposta richiesta di 654 milioni, si è arrivati a un accertamento con adesione di una maggiore imposta di 105 milioni ai quali si aggiungono sanzioni e interessi per 50 milioni. Inoltre l’azzeramento di 227 milioni di perdite Holinvest comporterà per Hopa la mancata possibilità di portare in detrazione nei prossimi anni imposte per circa 75 milioni. Per questo l’attivo reale per l’Erario è di circa 231 milioni, che vanno ad aggiungersi ai 260 milioni già pagati dagli azionisti nel 2001. L’accordo - secondo quanto si è appreso - ha registrato l’adesione della quasi totalità dei soci che all’epoca della realizzazione della plusvalenza facevano parte della compagine di Bell.
Alla sottoscrizione del «verbale di contraddittorio» che chiude la partita Erario-Bell si è arrivati anche per la considerazione che un contenzioso legale che prevedesse uno sbocco fino in Cassazione, avrebbe richiesto 7-8 anni di tempo. Meglio allora, specie per il fisco, prendere i classici «pochi e maledetti, ma subito».