Il 25 aprile celebrato in tutto il Paese Berlusconi: "Diventi festa della libertà"

Il premier a Onna: "Viva il 25 aprile, la festa di tutti gli italiani, festa che
deve diventare di libertà. La Resistenza, come il Risorgimento è un valore fondante&quot; (<strong><a href="/fotogallery.pic1?ID=1120">guarda le foto</a></strong>). In mattinata il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio hanno celebrato la Liberazione a Roma, al Milite Ignoto (<strong><a href="/fotogallery.pic1?ID=1119">guarda le foto</a></strong>). Berlusconi: &quot;Pietà anche per i repubblichini&quot;. Stop di Franceschini. Napolitano: &quot;Pietà per tutti&quot;

Roma - Una storica prima volta. Si dice in questi casi. Mai come questa volta la frase è usata a proposito. Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi rendono omaggio insieme all'Altare della Patria per la festa della Liberazione. Alla presenza delle massime autorità dello Stato, si è svolta all’Altare della patria a Roma la cerimonia per il 64esimo anniversario del 25 aprile. Il presidente della Repubblica, accolto dagli applausi della folla presente, ha deposto una corona di alloro davanti alla tomba del Milite Ignoto e, sulle note del "silenzio", si è soffermato in raccoglimento per alcuni secondi. Per la prima volta ha partecipato alla cerimonia anche il presidente del Consiglio dei ministri, Berlusconi.

Il premier Il premier poi è tornato in via del Plebiscito facendo una passeggiata. Avvicinato dai cronisti ad una domanda su cosa pensi della legge in Parlamento che vuole equiparare i repubblichini di Salò ai partigiani, ha risposto: "È un tema su cui non ho ancora messo la testa. Ci sono state differenze - dice il premier - anche se la pietà deve andare anche a coloro che credendosi nel giusto hanno combattutto per una causa che era una causa persa. Su questo tema rifletteremo" ha concluso il Cavaliere. In seguito il presidente del Consiglio si è recato in Abruzzo, a Onna, per celebrare la Liberazione insieme ai cittadini colpiti dal terremoto.

Berlusconi a Onna: "Sentimento nazionale unitario"
Il presidente del Consiglio ha sottolineato che è giunto il momento per tutti di mettere da parte le differenze politiche e costruire un "sentimento nazionale unitario". "Oggi, 64 anni dopo il 25 aprile del ’45, i 20 anni della caduta del muro di Berlino, il nostro compito, il compito di tutti è quello di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario", ha detto Berlusconi, intervenendo da Onna. "Dobbiamo farlo tutti insieme tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, per un nuovo inizio, per la nostra democrazia repubblicana dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, della libertà", ha aggiunto il premier, invitando più volte le parti politiche a "mettere da parte ogni polemica" e a guardare all’interesse della nazione.

"Resistenza e Risorgimento valori fondanti"
"La Resistenza con il Risorgimento è uno dei valori fondanti della nostra tradizione. Bisogna ricordare anche le pagine oscure della guerra civile, anche chi combatteva dalla parte giusta commise degli errori", ha detto Berlusconi nel corso delle celebrazioni del 25 Aprile nel centro più colpito dal terremoto del 6 aprile. "Sono qui per una festa che è insieme un onore e un impegno: l’orrore di commemorare la terribile strage che avvenne qui nel giugno del ’44 e un impegno che ci deve animare a non dimenticare ciò che è accaduto qui per l’orrore del totalitarismo". Ora ha proseguito il premier "serve un sentimento nazionale unitario. Basta con le contrapposizioni, deve diventare festa di libertà". Poi il il primo ministro ha voluto ricordare l'impegno dei militari italiani nel mondo per le missioni di pace. Successivamente ha parlato della tragedia del terremoto d'Abruzzo.  "Viva Onna, viva l'Italia, viva la repubblica democratica e viva il 25 aprile, viva la festa di tutti gli italiani, festa che deve diventare di libertà". Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento in occasione della cerimonia per il 25 aprile."

"Debito verso chi si è sacrificato per la libertà" "L’Italia ha un debito inestinguibile verso quei giovani che hanno messo a rischio e sacrificato la loro vita" per la libertà e la democrazia. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha aggiunto che "lo stesso debito di gratitudine va ai tanti giovani dei Paesi alleati, senza di loro il sacrificio dei nostri partigiani avrebbe corso il rischio di essere un sacrificio vano". Berlusconi poi ricorda i tanti italiani che hanno nascosto gli ebrei per salvarli dallo sterminio, con una citazione di un episodio in cui fu la sua stessa madre, Rosa, a salvare una donna ebrea durante un controllo dei nazisti.

Il premier diventa partigiano della brigata Maiella Alcuni anziani partigiani della Brigata Maiella, ricordata da Berlusconi proprio all’inzio del suo discorso definendola "leggendaria", si avvicinano al presidente del Consiglio e cingono intorno al suo collo lo stendardo tricolore simbolo della formazione partigiana. Berlusconi si fa fotografare insieme a loro, chiede quanti anni avessero durante la Resistenza e si fa raccontare le loro storie. Poi si ferma ad applaudirli e chiede loro di accompagnarlo in un breve giro del paese distrutto dal terremoto. "Noi siamo partigiani senza partito, soldati senza stellette - commenta Antonio Rullo, presidente della Brigata Maiella - siamo l’unica formazione ad aver avuto dopo la guerra la medaglia d’oro al valor militare. Tra i nostri ragazzi, studenti e professionisti abbiamo avuto 55 morti, 150 feriti e mutilati, 10 dispersi. Oggi siamo qui solo per ricordarli, siamo per festeggiare la Liberazione e noi abbiamo liberato l’Italia per tutti gli italiani. Napolitano ha detto cose bellissime quando ha sostenuto, come oggi ha fatto anche il presidente Berlusconi, che il 25 aprile non è la festa di una parte o dell’altra, ma è la festa di tutto il popolo italiano. Noi oggi siamo qui per celebrare la Liberazione dai tedeschi che hanno ammazzato, trucidato, distrutto gente che non aveva fatto niente, bambini e vecchi".

Stop di Franceschini Al leader del Pd Dario Franceschini le dichiarazioni del premier sui repubblichini non sono andate giù. "Un conto è il rispetto umano, ma non si può equiparare chi combattè dalla parte giusta e chi invece lottò per una causa tragicamente sbagliata". Il segretario del Pd, anche lui in visita, non condivide le parole del presidente del Consiglio su Salò. "Lo dico anche per ragioni familiari - aggiunge Franceschini - visto che mio padre partigiano ha sposato la figlia di un repubblichino. Un conto è la comprensione, altro è l’equiparazione, che non va fatta".

Napolitano: "Rispettare tutti" "A nessun caduto di qualsiasi parte, a nessuno dei familiari che ne hanno sofferto la perdita si può negare rispetto: rispetto e pietà per tutti che ci debbono accomunare tutti come scrisse Cesare Pavese". Lo ha sottolineato Napolitano alle celebrazioni della festa della Liberazione. "Nella Costituzione - ha aggiunto il Capo dello Stato - possono riconoscersi tutti. Questa è base - ha aggiunto - per una rinnovata unità nazionale, non insegnata da vecchie, fatali e radicali contrapposizioni".

Il no di Alemanno Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha deciso "con rammarico" di rinunciare alla sua partecipazione alla cerimonia dell’associazione nazionale partigiani, prevista stamane a Porta San Paolo. Una decisione presa dopo le segnalazioni della questura "sulle forme di contestazione violenta" organizzate contro la sua presenza dai centri sociali. Lo ha confermato lo stesso Alemanno: "Per un atto di responsabilità non posso aderire. Devo evitare che la situazione degeneri e si trasformi in gazzarra. Con rammarico devo rinunciare" ha commentato. Quanto alle celebrazioni previste per il 25 aprile, Alemanno ha parlato di "una festa di tutti gli italiani. È una data da cui partono la libertà e la democrazia su cui si fonda la Costituzione, sui cui valori ci identifichiamo".