Il 25 aprile «libera» Burlando dalla necessità di risparmiare

Centinaia di manifesti «6x3» per ricordare la Liberazione Nessuno dice quanto si è speso

Tempi di vacche magre. Periodi in cui la parola d’ordine è «tirare la cinghia». Momenti in cui non si fa altro che parlare di «Casta» e di quanto siano inutili e superflue difronte alle emergenze dei conti pubblici, certe spese che molte amministrazioni portano avanti. L’ultima in ordine di tempo in Liguria sembra quella riguardante i manifesti per l’anniversario del 25 aprile, che la Regione ha lanciato in questi giorni e che ha visto le città della Liguria venire tappezzate da un manifesto rosso fuoco con scritta bianca «25 aprile 1945: La Liguria ricorda la Liberazione e saluta il Presidente della Repubblica», mentre nella parte sinistra del poster viene ripresa in bianco e nero una fotografia che immortala uno dei momenti della Liberazione del 1945. Manifesti che compaiono in diversi formati sui muri della Liguria, dai più contenuti poster ai «giganteschi» 6x3.
«Una spesa inammissibile quella voluta da Claudio Burlando viste le gravi ristrettezze di bilancio e i conseguenti tagli alle risorse anche in settori fondamentali» denuncia il capogruppo di An in Regione Gianni Plinio. Uno la può troncare facile la polemica: «Guarda il suo curriculum, pensa da che parte viene: rompe solo perché si celebra il 25 aprile» si potrebbe liquidare la faccenda. «Tutt’altro- ribatte Gianni Plinio- la mia non è una polemica per la ricorrenza, ma per lo sperpero di denaro che si sta facendo con questi manifesti. Non sono soldi spesi per le manifestazioni, ma per della inutile pubblicità». Plinio è uno che sui conti e gli sperperi delle amministrazioni si è sempre messo a fare le pulci, consideriamola pure una «vocazione» politica la sua.
Così ieri, di buon mattino, dopo aver notato per Genova i mega manifesti della Regione, ha cominciato a bussare alle porte di assessorati ed economato per capire quanto fosse stato speso per questa comunicazione alla cittadinanza: «Non ho trovato nessuno pronto a rispondermi - racconta-. Forse un segno del fatto che si voglia nascondere qualcosa?».
L’unica cosa certa è che i manifesti per il 25 aprile sono stati finanziati con il «borsino» del Presidente: un fondo gestito direttamente dal Governatore senza bisogno di atti formali della Giunta. Così per fare chiarezza sulla vicenda il consigliere ha deciso di presentare una interpellanza urgente: «Ribadisco che questa non è una discussione politica in merito al 25 aprile, ma una questione di spesa. In un momento in cui l’edilizia pubblica arriva a sfrattare famiglie con redditi da 400 euro mensili, e in periodi nei quali la Caritas lancia allarmi sul preoccupante aumento di nuovi poveri, mi chiedo se sia corretto spendere queste cifre».
Insomma, qui si chiede di far tirare la cinghia alla gente e ad ingrassare sembrano essere solo le casse del tipografo. Non avendo possibilità di comprendere quale sia stata la spesa della Regione abbiamo chiesto ad alcune società che investono in pubblicità, quanto costi affiggere un manifesto 6x3. Tra stampa e affissione, il costo per ogni poster è di 400 euro. C’è da capire se per la pubblicità istituzionale esistano tariffe agevolate. Se così non fosse l’esborso non sarebbe indifferente.
A difesa di Burlando va detto che ogni volta che il presidente della Repubblica fa visita ad una città le istituzioni sono sensibili ad atti di questo tipo. Però, le spese per la imminente Festa della Liberazione non sembrano contenersi. L’assessorato alla Cultura della Regione ha «girato» al Comune di Genova 28.000 euro per finanziare il solo concerto della cantante napoletana Teresa De Sio che si terrà la sera del 24 in piazza De Ferrari. Un 25 aprile che non ha prezzo.