Un 25 aprile a metà se Napolitano non ricorda Paolo Emilio Taviani

A volte mi vergogno di essere italiano genovese e ligure. Storia di una giornata, il 25 aprile 2008, dove volutamente viene omessa una parte rilevante e storicamente provata, di Verità. Leggo i quotidiani e i giornali, ascolto attentamente i telegiornali, ma come al solito questa ricorrenza viene raccontata ad uso e consumo di una sola parte politica. Ci credevo alla svolta, il presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, in visita ufficiale a Genova, il Presidente della Cei Monsignore Angelo Bagnasco a rendergli omaggio insieme alle Istituzioni cittadine quale occasione migliore per ricordare un nostro concittadino, Paolo Emilio Taviani, che, dell’evento fu artefice Primo e il 24-04-1945 come presidente del Cln Liguria, deliberò e diresse l'insurrezione di Genova (l'unico caso in cui un Corpo d'Annata germanico si sia arreso ai partigiani). E che, il 26 aprile comunicò da Radio Genova, il messaggio della liberazione, ritrasmesso dalla Bbc ai combattenti di tutto il mondo. Questo il Messaggio: «Popolo Genovese ascolta! È finalmente giunta l'ora tanto attesa della liberazione! Le autorità fasciste sono in fuga, il tedesco batte in ritirata! L'atmosfera di terrore si dilegua al sole della libertà e della democrazia
Popolo Genovese! Il Comitato di Liberazione Nazionale, il tuo comitato, che ha condotto la lotta clandestina delle forze antifasciste, di tutte le forze sane della Liguria, contro i criminali nazifascisti, afferma in questo momento - il governo della città liberata. Le Fap, i partigiani, i Gap sono incaricati di mantenere l'ordine pubblico. I tribunali del popolo, da tempo predisposti, eserciteranno la giustizia nei riguardi dei criminali, che hanno sfogato i loro più bassi istinti su migliaia di innocenti. Popolo Genovese! Con l'animo pieno di commozione, le tue nuove autorità democratiche ti dicono sei libero! Comportati in queste ore tanto gravi e solenni in modo che tutto il mondo possa dire che tu sei degno di questa libertà. Viva l'Italia democratica!». Perché è stato dimenticato il comitato di liberazione nazionale per la Liguria?
Il presidente della Repubblica ha parlato a Palazzo Ducale, ricordando che la Resistenza partigiana ebbe a Genova «un grande segno di distinzione e di onore»: il capoluogo ligure fu liberato dall’occupazione tedesca prima dell’arrivo degli alleati con la resa tedesca nelle mani dei rappresentanti delle Cln presieduto da Remo Scappini, un operaio. Dopo la firma della resa, restò il rischio che per rappresaglia fossero distrutti i porti di Genova, Trieste e Fiume, «il cosiddetto Piano Zeta», ma poi, ha concluso Napolitano, «anche l’ufficiale nazista più determinato a far saltare il porto di Genova fu costretto ad arrendersi ai partigiani». Napolitano ha sottolineato l’importanza di ricordare i «nostri eroici militari della Resistenza e di rendere loro onore».
Il tutto, a Villa Migone, dove tra l’altro ha incontrato l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. Perché non è stato fatto alcun cenno a Paolo Emilio Taviani, che, come me, è nato a Bavarie? Taviani nasce a Genova il 6 novembre 1912. Diciottenne, viene eletto presidente della Federazione Universitaria Cattolica (Fuci). 1934-39 Consegue tre lauree: in Giurisprudenza (Genova); in Scienze Sociali (Pisa, Scuola Normale); in Lettere e Filosofia (Milano, Cattolica). 1941 Sposa Vittoria Italica Festa, 8 figli e 18 nipoti. 1974-95 È insignito di venti lauree honoris causa in Argentina, Santo Domingo, Grecia, Bulgaria, Irlanda, Stati Uniti, Cuba, Perù, Uruguay, Ecuador, Messico, Cina. 1938-40 Servizio militare come sottotenente e poi tenente di complemento. 26/07/1943 Presiede alla fusione in Liguria fra ex popolari e cristiano sociali e fonda la Democrazia Cristiana ligure. 2/9/1943 Inizia l'insegnamento all'università di Genova (Storia Economica).
10/09/1943 Partecipa immediatamente alla Resistenza armata dell'Italia con il nome di battaglia di Riccardo Pittaluga divenendo comandante partigiano. Per l'attività resistenziale è insignito di due croci di guerra in Italia; medaglie d'oro al merito degli USA, dell'URSS; Grande Ufficiale della Legion d'onore francese. 1944 Pubblica clandestinamente «Idee sulla Democrazia Cristiana». 24/04/1945 Taviani presiede il CLN Liguria che delibera e dirige l'insurrezione di Genova (l'unico caso in cui un Corpo d'Annata germanico si sia arreso ai partigiani). Il 26 aprile lancia da Radio Genova il messaggio della liberazione, ritrasmesso dalla BBC ai combattenti di tutto il mondo. 1946 Nominato Consultore Nazionale; poi eletto all'Assemblea Costituente. È l'autore degli articoli della Costituzione sui temi della proprietà. 1948-76 Per sette volte primo eletto della Dc in Liguria alla Camera dei Deputati. 1947-50 È prima vicesegretario e poi segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana. Fonda la rivista «Civitas» riprendendo l'antica testata di Filippo Meda. 1953-74 Per 25 anni è Ministro nei dicasteri della Difesa (5 anni), delle Finanze, del Tesoro, dell'Interno (8 anni), del Mezzogiorno 1963 È eletto Presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà, succedendo ad Enrico Mattei. 1974 Pubblica «Cristoforo Colombo. La genesi della grande scoperta», cui seguiranno molte altre opere. 1976 Viene eletto senatore della Repubblica; rieletto nel 1980, nel 1983 e nel 1987. 1976 Viene nominato presidente del Museo Storico della Liberazione di Roma celebre con il nome Via Tasso. 1991 È nominato senatore a vita per meriti scientifici, letterari e sociali. Riassumendo: Paolo Emilio Taviani è stato uno dei dirigenti della Resistenza armata dell'Italia contro l'occupazione nazista. Nel periodo del Governo Badoglio (25 luglio - 8 settembre 1943) era il rappresentante della Democrazia Cristiana nel Comitato antifascista della Regione Liguria, che si trasformò il 10 settembre in Comitato di Liberazione Regione Liguria (CLN Liguria). Il CLN Liguria venne poi riconosciuto legittimo Governo clandestino dal Governo Italiano, dopo la liberazione di Roma (giugno 1944). Taviani, con il nome di battaglia Riccardo Pittaluga, compì missioni di guerra partigiana in Liguria, Piemonte, Emilia, Lombardia, Toscana nordoccidentale, e Delfinato (maquís francesi). Diresse il CLN Liguria nella seduta che decise l'insurrezione di Genova (23 aprile 1945) e ne diede notizia per radio all'Italia e al mondo la mattina del 26 aprile.
L'insurrezione di Genova definita dagli storici «insurrezione modello» fu l'unico caso della seconda guerra mondiale in cui un intero corpo d'armata germanica si sia arreso ai partigiani.
Nel 1988 Taviani ha reso pubblico un diario di memorie scritte nel luglio 1943 con il titolo Pittaluga racconta.
A ragione il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha ricordato Remo Scappini. Nato da una umile famiglia, iniziò a lavorare a soli 10 anni, prima come garzone in varie botteghe e poi, non appena compiuti 14 anni, come operaio di vetreria. Giovanissimo, nel 1923 (a 15 anni) entrò nella FGCI (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) e nel 1926 (a 18 anni) - insieme alla fidanzata Rina Chiarini, che poi sarebbe diventata sua moglie - si iscrisse al PCI, (allora Partito Comunista d'Italia), di cui fu nominato nel 1928 vice responsabile per la Toscana. Ricercato dalla polizia, si sottrasse all'arresto nell'ottobre del 1930, e nel dicembre riparò a Parigi. Pochi mesi dopo fu inviato a Mosca a studiare alla scuola leninista, per quasi due anni. Tornato a Parigi alla fine del 1932, fece parte dell'apparato centrale del partito. Durante un viaggio clandestino in Italia, fu arrestato a Faenza nell'ottobre del 1933 e fu condannato a 22 anni di reclusione dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato.
Dopo nove anni di carcere scontati a Fossano e Civitavecchia, nell'ottobre 1942 fu liberato per l'amnistia del ventennale fascista. Il partito, allora retto saldamente da Pietro Secchia, lo mandò a dirigere la federazione provinciale di Torino, dove contribuì alla nascita dei Gruppi di azione patriottica (GAP) e poi, nel novembre del 1943, a Genova, dove dette un grosso contributo alla guerra di liberazione. A conclusione dell'opera svolta a Genova, infatti, il 25 aprile 1945, in qualità di presidente del CLN della Liguria, dopo una trattativa a villa Migone (allora sede della Curia arcivescovile) ricevette nelle sue mani la resa del generale Gunther Meinhold, comandante delle truppe tedesche. Nel luglio del 1945 Scappini si trasferì a Roma, richiamato alla Direzione Centrale del PCI: fu nominato membro del comitato centrale del partito in tutti i congressi dal 1945 al 1960; segretario della federazione di Pisa dal 1946, nel 1948 fu eletto deputato in quella circoscrizione. Diventato successivamente (1950) segretario regionale in Puglia, fu rieletto deputato nel 1953, questa volta nella circoscrizione di Bari-Foggia. Trasferito di nuovo a Firenze nel 1957 come responsabile della commissione federale di controllo del partito, nel 1958 fu eletto senatore nel collegio Firenze III. Per 15 anni è stato consigliere comunale a Empoli, sua città natale, e, dal 1985, consigliere comunale a Genova.
Ma eravamo a Genova, città natale dell’indimenticato, almeno per me, Paolo Emilio Taviani.
Eravamo a Genova a commemorare il 25 Aprile, alla presenza delle più alte cariche Istituzionali sia nazionali che cittadine.
Il Loro silenzio rimane una ferita aperta, il Loro non voler «ricordare» rimane una pagina buia per l’Italia e per la città di Genova.