Il 25 aprile di Repetto e dei sindacati

Il 25 aprile non dura un giorno. La polemica a sinistra, soprattutto, si trascina. Genova, come Milano, è diventata la capotale della figuraccia per i fischi a Sergio Cofferati e Giuseppe Pericu. E soprattutto ha riproposto la misteriosa assenza di Marta Vincenzi dalle celebrazioni ufficiali, visto che regge poco la scusa dell’europarlamentare che ha spiegato di essere stata impegnata in altre manifestazioni, nonostante avesse annunciato in tutte le forme possibili la sua partecipazione al corteo. Chi invece vuole chiarire il motivo della sua assenza è Alessandro Repetto, presidente della Provincia, che l’alibi lo ha invece fortissimo. «Nell'anniversario della Liberazione quest'anno ho avuto l'onore di essere chiamato, come presidente della Provincia, a tenere l'orazione ufficiale a Chiavari per la cerimonia comprensoriale del 25 aprile - risonde Repetto a chi lo ha tirato in ballo -. Questo impegno istituzionale di grande significato per i valori della libertà, della democrazia, della pace e della giustizia e fissato da tempo con gli organizzatori, mi ha ovviamente impedito di partecipare alla concomitante cerimonia del 25 aprile in Piazza Matteotti a Genova, alla quale la Provincia è stata comunque rappresentata dal vicepresidente Paolo Tizzoni e durante la quale si sono verificate alcune contestazioni agli oratori. Sono dispiaciuto e amareggiato, perciò, del fatto che qualcuno abbia tentato di porre in atto strumentalizzazioni gratuite in una giornata così significativa per la democrazia italiana».
Non è il solo a voler mettere i puntini sulle «i». Anche il sindacalismo di base, le RdB-Cub, si chiamano fuori dai fischi e dalle contestazioni a Cofferati e compagni. «Abbiamo letto in alcuni organi di stampa genovesi il nome della nostra sigla sindacale in merito alle contestazioni in occasione delle celebrazioni del 25 aprile - respingono le illazioni in una nota -. Dobbiamo precisare che la nostra sigla non fa parte, così come taluni sembrerebbero aver affermato, né del “coordinamento lavoratori comunisti” né di “Genova antifascista assemblea permanente”. Le RdB-Cub non hanno partecipato all’iniziativa di protesta».