A 26 anni è considerato il miglior pianista jazz emergente a livello internazionale. Sta incidendo il suo terzo disco e si prepara al tour in Giappone PAOLO ALDERIGHI «enfant» prodige del jazz

Questa sera suonerà al Palazzo della Borsa con Stan Caracciolo, Alfredo Ferrario e Massimo Caracca

Nella stasi estiva ormai iniziata, gli intenditori di jazz (e non solo) faranno bene a seguire con attenzione le vicende di Paolo Alderighi, milanese, 27 anni a novembre, che la critica più avveduta ritiene sia oggi di gran lunga il migliore pianista di jazz emergente non soltanto in campo nazionale.
Ha un curriculum di rara levatura: diploma a 19 anni presso il Conservatorio di Milano ed esordio in pubblico con il Concerto in sol per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel. In questa veste colleziona premi finché, nel 1998, decide di dedicarsi al jazz per il quale sente una vocazione profonda. Subito ottiene una menzione speciale in Francia, al festival di Saint Raphael, dove viene definito «senza alcun dubbio la grande rivelazione di questa rassegna». Poco dopo, malgrado i crescenti impegni artistici, si laurea all'Università Bocconi di Milano in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione con una tesi sul mercato discografico del jazz in Italia che consegue il massimo dei voti e la lode.
Alderighi diventa in seguito uno dei solisti più richiesti e anche le sue composizioni e i suoi arrangiamenti sono molto apprezzati. Collabora fra gli altri con Dusko Gojkovic, George Robert, Tom Kirkpatrick, Alfred Kramer, Paolo Tomelleri, Gabriele Mirabassi, Gianni Sanjust, il soprano Karin Schmidt dalla quale viene prescelto come pianista stabile, Rudi Migliardi, Stefano Bagnoli, Lino Patruno, Colin Dawson, Gianni Basso, Franco Cerri. Registra a suo nome due cd per pianoforte solo e ne ha in preparazione un terzo, mentre partecipa a numerosi dischi di altri musicisti.
Lo si può ascoltare questa sera alle 22 nel Palazzo della Borsa (piazza Affari) in quartetto con Stan Caracciolo chitarra, Alfredo Ferrario clarinetto e Massimo Caracca batteria. Il 3 e il 10 agosto Alderighi si esibisce come pianista solista nella Sala Mandamentale di Santa Maria Maggiore in Val Vigezzo: vale la pena di affrontare il breve viaggio con meta al fresco. Tra i suoi prossimi impegni spiccano la partecipazione al festival di Roccella Jonica (20 agosto) al seguito di Karin Schmidt con Roberto Piccolo contrabbasso e Massimo Caracca batteria, e in ottobre due settimane di concerti in Giappone con un'orchestra jazz internazionale.
E' il suo quarto viaggio musicale in Estremo Oriente. Ogni volta - soprattutto la prima, ma anche in seguito - Alderighi è rimasto colpito dall'estremo rispetto di cui dà prova il pubblico che ascolta il jazz in un silenzio quasi religioso, senza gli applausi a scena aperta di tipo americano. Nei suoi dischi in solo gli esperti riconoscono lo studio attento di maestri della tastiera come Fats Waller, Teddy Wilson, Earl Hines, Erroll Garner, Art Tatum e Bud Powell. Sostiene di essere in una fase di transizione. «Sento che sto cambiando - dice - nell'ambito comunque della corrente principale del jazz, dei temi standard e della consonanza».
questa sera (h 22)
Palazzo della Borsa
piazza Affari
ingresso libero