Dopo 3 anni Richard Ginori ritorna al listino e fa il botto

Il ritorno in Borsa di Richard Ginori, uno dei nomi storici dell’industria italiana, grande griffe della porcellana artistica, è stato premiato con un esplosivo più 66%, passando da 0,114 euro del «ri-collocamento» a 0,19 di fine seduta; Ginori era stata sospesa da Piazza Affari nel 2006. Ma già da prima aveva subito da un lato un deterioramento industriale e finanziario, dall’altro un braccio di ferro tra la vecchia proprietà (la Retma di Carlo Rinaldini, scomparso un anno fa) e la nuova, Starfin, che raccoglie un gruppo di imprenditori «italiani e stranieri» (di cui non è nota l’identità) che si riconoscono nella figura del presidente, Roberto Villa.
Il gruppo oggi ha un piano industriale ambizioso per il rilancio del prodotto e del marchio e non esita a prevedere una crescita media annua dei ricavi pari al 25% da qui al 2001, pur in un settore che su scala mondiale sale del 3% all’anno; ma parallelamente coltiva, più o meno esplicitamente, una vocazione immobiliare che prevede il trasferimento degli stabilimenti di Sesto Fiorentino e il riutilizzo dell’area, già oggi edificabile a destinazione residenziale, la cui proprietà è condivisa pariteticamente con un gruppo di immobiliaristi locali. Il valore è oggi stimato in 30 milioni di euro, ma - ammette Villa, pur nell’impossibilità di far previsioni certe - «potrebbe essere moltiplicato di tre-cinque volte, secondo la cubatura edificabile che sarà autorizzata dal Comune». Il gruppo possiede altri immobili presso Treviso e ancora a Sesto Fiorentino.
Il piano industriale, che si basa su una riorganizzazione produttiva e commerciale e sull’apertura di nuovi canali di vendita dedicati, prevede il ritorno a un risultato lordo positivo per 3,5 milioni già per l’esercizio in corso; nel primo trimestre l’incremento dei ricavi è stato del 20% sullo stesso periodo del 2008. Nel 2009 sarà anche dato corso alla prima tranche da 20 milioni dell’aumento di capitale (di 40) deliberato nell’agosto dello scorso anno.