«3», entro marzo pronta per Piazza Affari

L’azienda sta ancora lavorando con la Consob per ottenere il via libera all’Ipo

da Milano

La quotazione di «3» il gestore a banda larga italiano procede, secondo la società, nei tempi fissati ed entro il primo trimestre dell'anno dovrebbe sbarcare sui listini. L’operatore Umts attende però il via libera di Consob al prospetto informativo. «Non ci è pervenuta nessuna richiesta formale da Consob riguardante l'integrazione dei conti del quarto trimestre nel prospetto informativo, stiamo continuando a lavorare per la quotazione» - ha fatto sapere l’azienda. La tabella di marcia quindi dovrebbe essere rispettata. Secondo l’agenzia Radiocor però alla società, che avrebbe voluto quotarsi entro metà febbraio, la richiesta della Consob sarebbe invece arrivata. Una cosa è comunque certa: il via libera dall’Autorità di controllo della Borsa italiana non è ancora arrivato. In prima battuta, lo sbarco a Piazza Affari era previsto entro la fine del 2005. Ma poi l’appuntamento è stato rimandato.
Tra le spiegazioni del mancato debutto natalizio anche la volontà delle banche di non mettere a segno un collocamento di dimensioni importanti alla fine dell'anno. Secondo alcune stime, il range di valutazione della società è tra i 10 e i 12 miliardi di euro. Pochi giorni fa «3» controllata dai cinesi di Hutchison Whampoa ha ottenuto una linea di credito di 3 miliardi di euro (2,5 miliardi e 500 milioni revolving).
Il contratto vede in prima fila un pool di 14 banche, due italiane, Banca Intesa e Unicredit Banca mobiliare, e il resto straniere, tra cui Abn Amro, Bnp Paribas, Dbf bank, Calyon, Hsbc e Merrill Lynch International. «3» Italia avrebbe raggiunto a fine 2005 i 5,5 milioni clienti, in crescita dai 4,8 milioni di settembre.