«3» presenta oggi il prospetto per la quotazione

Il debutto in Borsa previsto per gli inizi di dicembre. Sarà ceduto circa il 25% del capitale per 2,5-3 miliardi

da Milano

Oggi 3 Italia, la società di telefonia mobile Umts controllata dal gruppo cinese Hutchison Whampoa e guidata da Vincenzo Novari, presenta alla Consob il prospetto per la quotazione della società. L’esordio in Borsa è previsto per fine novembre o, più probabilmente, per inizio dicembre: la società conta di raccogliere sul mercato tra i 2,5 e i 3 miliardi collocando circa il 25% del capitale, che andranno ad aggiungersi ai 2,5 miliardi di rifinanziamento di un prestito in scadenza. Secondo fonti vicine all’operazione il calcolo dell’enterprise value oscillerebbe tra i 10 e i 14 miliardi, un delta consistente motivato dalle diverse valutazioni che possono essere date alle attività di 3 Italia.
Le banche che rifinanzieranno il prestito sono le stesse che cureranno anche la quotazione: Morgan Stanley, Goldman Sachs, Merrill Lynch, Jp Morgan, Hsbc, Caboto e Banca Imi. Per gli aspetti legali la società si è affidata agli studi Chiomenti e Freshfields Bruckhaus Deringer.
3 Italia sarà il primo operatore Umts a quotare le proprie azioni in Borsa e l’operazione potrebbe diventare un punto di riferimento per il mercato se altri gruppi decidessero di seguire la stessa strada. E tra l’altro sarà l’unico operatore di telefonia mobile quotato a Piazza Affari dopo il delisting di Tim. Al momento, l’unica quotazione concorrente nel settore delle tlc dovrebbe essere quella di Wind, che non arriverà però prima del 2006.
Per condurre in porto l’operazione le banche hanno però chiesto a Novari che il margine operativo lordo sia in nero per tre mesi consecutivi: sembra che l’obiettivo sia stato centrato ad agosto e che non sia irraggiungibile a settembre. Dopo i risultati di ottobre, a metà novembre, se tutte le cifre saranno positive, si potrebbe arrivare al via libera non solo della Consob (che ha sessanta giorni di tempo per dare una risposta dal momento del deposito del prospetto), ma anche degli istituti di credito.
La società, che fa capo al miliardario cinese di Hong Kong, Li Ka-Shing, sta registrando una forte accelerazione nei contratti con nuovi clienti: ad agosto erano 4,5 milioni, con tre milioni di incremento negli ultimi dodici mesi. Anche l’Arpu, il ricavo medio per cliente, sarebbe il più elevato tra quelli dei gestori di telefonia mobile in Italia, grazie anche ai diversi servizi offerti. Il traffico dati peserebbe infatti il doppio rispetto a quello della concorrenza, con positivi ritorni sul fatturato.