Il 30% degli italiani pranza fuori casa

A MIlano e nella grandi città la percentuale sale dal 35%. Lo rivela l'indagine del centro Studi Fipe «Il pranzo fuori casa degli italiani: ieri, oggi e domani» che sarà presentata oggi a Tuttofood, la Fiera dell'Alimentazione, in corso alla Fiera di Milano fino a mercoledì

Oltre 12 milioni di persone, di cui nove milioni di lavoratori, mangiano ogni giorno al bar o al ristorante, consumando ogni anno 1,8 miliardi di pasti per una spesa di 12 miliardi e mezzo di euro. È questa la fotografia dell'Italia che sta sempre più fuori casa, per scelta o necessità, scattata dal centro Studi Fipe nel convegno «Il pranzo fuori casa degli italiani: ieri, oggi e domani». L'indagine presentata a Tuttofood, la Fiera dell'Alimentazione, in corso alla Fiera di Milano fino all'11 maggio, ha analizzato il rapporto fra tradizione e innovazione, le tendenze per il futuro e il rapporto fra identità nazionale e macrotendenze sovranazionali.
Nel corso degli ultimi quindici anni la percentuale dei cittadini che consuma il pasto di mezzogiorno fuori dalle mura domestiche è aumentata del 5%, passando dal 20 al 30% attuale, dato che nelle grandi città la percentuale tocca i 35 punti contro il 17,5 dei piccoli centri. Insomma nelle zone a media densità di popolazione si preferisce o si riesce ancora a tornare nella propria dimora; un lusso più difficile per chi vive invece nelle metropoli.
E per questo il pranzo lascia sempre più il posto alla cena nel ruolo di pasto principale della giornata. Se quindici anni fa il pasto più importante era il pranzo (considerato vero e proprio rituale formato da primo, secondo, contorno e frutta) per il 78% degli italiani, ora a considerarlo tale è solo il 67%. Così l'italiano moderno che spende mediamente 7 euro per pranzo sceglie nel 26% dei casi un panino, una pizza (23%), un primo (15%) o un'insalatona (13%). Solo poco più di dieci italiani su cento continuano, invece, ad essere fedeli al vecchio concetto di pasto completo. dove si mangia? Prevalentemente nelle trattorie o nei ristoranti (28%); un po' meno negli snack bar (22%) e nel 18% nelle pizzerie a taglio o che servono al piatto. Nella scelta delle bevande prevale il consumo di acqua minerale (46%) e di bevande analcoliche, mentre risultano marginali (nei pasti fuori casa) i consumi di vino e birra. Un salutismo che si riscontra meno nel caso di frutta e verdura consumate fuori casa, quindici anni fa, dal 51% degli italiani contro l'attuale 49%. E, strano a dirsi per la nazione del caffè, a chiudere il pasto con il classico infuso amaro e nero è solo il 17%.