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da Milano

«Il mio sogno si è avverato: volevo vedere a San Siro il trio delle meraviglie Kakà-Ronaldo-Pato e sono rimasto a bocca aperta», così il presidente rossonero commenta la prestazione del «suo» Milan. «Ai tifosi prometto altri 20 anni come questi trascorsi che hanno fatto del Milan il club più titolato nel mondo, con 13 coppe e ben 16 secondi posti, sperando solo di abbassare le piazze d’onore», aveva detto ai tifosi prima della gara quando erano stati esposti sul campo i 18 trofei vinti dal Milan. Col presidente che si era presentato con in mano l’Intercontinentale, dopo Maldini (con la Champions) e Ancelotti (con la Supercoppa europea) e che era stato osannato dalla curva sud dove era esposto un solo gigantesco striscione di ringraziamento, tutto per lui. Al termine Berlusconi era raggiante, così contento da regalare a un bambino l’orologio del centenario con la sua firma: «Pato è stato un grande colpo, ma anche Ronaldo lo è, perché abbiamo avuto il coraggio di attendere e di insistere e ora tocca solo a lui guadagnarsi il rinnovo del contratto. Ha un debito col Milan, ma ha anche la voglia di rifarsi. E poi ha appena 31 anni...».
E il presidente si pone i prossimi obiettivi: «Qualificarci per la Champions ed essere sempre protagonisti. Lo scudetto è dell’Inter, a noi interessa arrivare quarti. Zambrotta arriverà in giugno, l’accordo col Barcellona è vicino, mentre Ronaldinho non è essenziale per noi. Ma se i tifosi volessero fare un regalo al presidente, possono fare una sottoscrizione e prenderlo». Pato si guarda intorno, capisce poco o nulla d’italiano e bofonchia qualche parola: «Ringrazio il Milan per avermi fatto giocare in questa grande squadra e voglio diventare un grande in questo Milan. Aspetto le decisioni dell’allenatore, solo lui può farmi giocare. Ma non sono io il fenomeno, è Ronaldo il fenomeno». E Ancelotti non si fa attendere: «Pato ha qualità, velocità, tiro, coordinazione ed è proprio come quello che ho visto in allenamento. Non mi ha stupito, perché è da tempo che si allena con noi. Mi ha sorpreso invece Ronaldo: si allena dal 2 gennaio, è stato fermo 6 mesi, è davvero un fenomeno, uno fuori dall’ordinario perché ha fatto gol e assist anche in condizioni non brillantissime».
Felice anche Ronaldo: «Voglio sentirmi importante e meritarmi il rinnovo del contratto. A Pato do un bel 10. Era atteso, tutte le pressioni erano su di lui e non è facile esordire in un San Siro pieno». E capitan Maldini: «Pato ha personalità, lo si è visto in partita e ha superato l’esame alla grande. Ha doti straordinarie ed è molto tranquillo». Chiude Kakà: «È bello giocare così, con Ronie, Seedorf e Pato è davvero una squadra delle meraviglie».