Dopo 39 anni il Belice inghiotte altri 50 milioni

Roma - Alla fine anche il Belice ha avuto la sua parte. Sì, proprio quella zona della Sicilia che venne devastata dal terremoto nel 1968. Una tragedia costata 370 morti, 14 paesi distrutti e 70mila senzatetto. Ma anche, come ha ricordato «il Giornale» solo pochi giorni fa, oltre sei miliardi di euro in 39 anni. Cioè 12mila miliardi di lire. Quasi una Finanziaria inghiottita dai fondi per la ricostruzione. Eppure non è ancora finita. In favore degli ex terremotati si è mossa in Parlamento una lobby trasversale. «So che per la gente è difficile capire», si giustificava con «il Giornale» l’ex ds Accursio Montalbano, ora nel gruppo dei Socialisti di Gavino Angius.

Ma intanto, insieme con i colleghi Antonino Papania (Ulivo) e Mario Ferrara (Fi) presentava un emendamento alla Finanziaria in cui si chiedevano 50 milioni di euro (20 in più di quelli previsti dalla manovra precedente) per «opere residue - spiegava il senatore socialista - soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture». Considerazioni che probabilmente non hanno convinto i lettori ma hanno fatto presa sui senatori. Infatti ieri Palazzo Madama ha approvato l’articolo 27 della Finanziaria che chiude l’emergenza per il terremoto in Umbria e nelle Marche e, all’articolo 35, approva uno stanziamento di 50 milioni per la ricostruzione in Belice.