In 4 mesi si gioca il futuro della filiera

Intervista a Eugenio Razelli (ANFIA): &quot;L’ingresso nel 2009 sarà con volumi di produzione molto bassi.<br />
L’anno si presenta pesantissimo. Penso che occorra lavorare in modo intenso affinché entro aprile ci sia una scossa..&quot;

"L’ingresso nel 2009 sarà con volumi di produzione molto bassi.
L’anno si presenta pesantissimo. Penso che occorra lavorare in modo intenso affinché entro aprile ci sia una scossa. In questo tipo di crisi ad andare in difficoltà è soprattutto il meccanismo dei componentisti. E non è possibile continuare con la riduzione temporanea della produzione".
È chiaro l’allarme lanciato da Eugenio Razelli, appena riconfermato per il prossimo triennio al vertice dell’Anfia,la filiera italiana dell’automotive:se entro il primo quadrimestre non ci sarà un’inversione di tendenza, il rischio che molte aziende della componentistica (190mila addetti e un business che vale 46 miliardi) possano soccombere diventerà reale.

Ingegnere, saranno 160 giorni decisivi, dunque.
"In generale questa è la “dead line”.
Ogni azienda, comunque, ha la sua storia e il suo tipo di business;
l’impatto con la crisi è quindi diverso. Spero che l’Ue decida un intervento efficace al più presto".

Il suo stato d’animo in questo momento.
"Tutti ci comunicano di navigare a vista. Il 2008 è stato un anno seminormale fino a settembre poi tutto è
cambiato in peggio".

Il 36% del fatturato delle imprese è realizzato all’estero e il 72% delle aziende opera in contemporanea su più mercati, tra cui il Bric, pure contagiato dal virus.
"Nel Bric è forse la Cina a registrare l’impatto meno forte. Questi Paesi stanno comunque correndo ai ripari con una serie di interventi».

Soffrono di più i componentisti, i carrozzieri o i centri stile?
«Tutta la filiera è toccata. Il venir meno di progetti da parte delle case automobilistiche ha ovviamente ripercussioni a monte e a valle".

Accordi in vista anche tra i componentisti nel mondo?
"Ci saranno sicuramente novità".