«4 padri single», italoamericani a caccia di mogli

RomaTempo d’esperimenti, per la fiction Mediaset. E di grandi progetti. Gli spettatori che stasera su Canale 5 seguiranno in prima serata 4 padri single - tv movie con Alessandro Gassman e Francesco Quinn - non assisteranno, infatti, solo a una gradevole commedia sentimentale. Ma se saranno in tanti decreteranno il successo di un «pilota»: cioè di un «numero unico» creato per saggiare il gradimento del pubblico e (come già il precedente Due mamme di troppo) destinato a fare da battistrada a un’eventuale serie lunga, con stesso titolo e medesimi interpreti. «Ma non basta - aggiunge orgoglioso il responsabile della fiction Mediaset, Giancarlo Scheri- 4 padri single è stato pensato anche per il mercato estero. Prodotto da Gabriele Muccino assieme a Fabrizio Donvito e Marco Cohen, e scritto e sceneggiato dallo stesso Muccino in coppia con Liz Tuiccillo, la creatrice di Sex and the City, è già stato preso in considerazione da un grande network Usa. Sarebbe la prima volta che una fiction italiana, ma girata fra New York e Boston, viene fin dall’inizio progettata anche per le tv statunitensi».
Il soggetto sembra, in effetti, una calcolata fusione del genere sentimental-sofisticato stile Sex and the City, e quello più familiare della tradizione tricolore. Protagonisti quattro newyorchesi di origini italiane, tutti separati dalle mogli e tutti variamente impegnati a ritrovare una stabilità affettiva. Con prole a carico. «Il mio personaggio è un dentista impenitente dongiovanni sentimentalmente fallito - racconta Alessandro Gassman («scelto perché fra i pochi attori italiani in grado di recitare in un inglese perfetto», spiegano i produttori) -. Si è trasferito in un Paese non suo, s’è sposato con una sorta di tiranno e reagisce scatenandosi sessualmente. Ma poi anche lui maturerà». Personaggio diversissimo, tiene a sottolineare, dall’interprete: «I miei amici sono tutti abbastanza spaventati dalle donne. Io non potrei mai concepire la vita senza una donna al fianco. Adoro la famiglia, per mio figlio sono un padre-zerbino». Attualmente impegnato nella seconda stagione teatrale di La parola ai giurati (Biglietto d'Oro e Premio nazionale della critica), Gassman junior dichiara d’essersi affrancato dal destino di «figlio di». «Oggi sono direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, faccio il regista dei miei spettacoli, posso prendermi il lusso di realizzare solo quelli che mi piacciono. Dopo 25 anni di lavoro posso dire di essere finalmente io; anche senza allontanarmi dal ricordo di mio padre, che per me resta, professionalmente parlando, il modello ideale».