In 400mila per Obama: speranza e fiducia

Una folla oceanica davanti all'obelisco di Washington per celebrare la prossima "incoronazione" del presidente eletto. Concerto con Bono, Bruce Springsteen e le star di Hollywood. Un messaggio: "Credo in voi, ci rialzeremo"

Washington - "Negli Stati Uniti tutto è possibile, motivo per cui sono fiducioso come lo sono sempre stato nel futuro del Paese". Barack Obama è calato nella parte di salvatore della Patria che l'America gli ha tributato e saluta così la folla di persone, dal palco allestito al Lincoln Memorial, dove si è tenuto un megaconcerto in suo onore. "La ripresa non sarà facile, né veloce. Ci saranno passi falsi e rallentamenti. Ma nonostante questo io sono qui, fiducioso come sempre per dire gli Stati Uniti ce la faranno" ha detto il presidente eletto, che giurerà domani e si insedierà alla Casa Bianca, sottolineando che "il sogno dei padri fondatori è ancora vivo". Sebbene Obama abbia ammesso che per rilanciare l’economia "ci vorrà più di un anno", il presidente si è detto "fiducioso come sempre" che il Paese riuscirà a superare le sfide che dovrà affrontare. Quello che gli dà speranza, continua Obama, "non sono i marmi e i monumenti, ma quello che c’è attorno" cioé "gente di ogni razza, religione e provenienza, arrivata qui perché crede in quello che il Paese può diventare e per aiutare a raggiungere quell’obiettivo". 

Il concerto Grande cinema, grande musica e grande politica si sono magicamente sovrapposte al concerto-evento organizzato a Washington. La manifestazione, che ha richiamato davanti al Lincoln Memorial almeno 400mila persone, si è svolta in una scenografia che neppure la miglior Hollywood saprebbe riprodurre: a fare da sfondo sono stati da un lato il grande obelisco dedicato a George Washington, simbolo della città, dall’altro la scalinata del tempio dorico realizzato agli inizi del Novecento e dedicato alla memoria di Abramo Lincoln, simbolo della presidenza degli Stati Uniti.

Lo show Lo spettacolo unico nel suo genere: una celebrazione dell'American Dream in musica, discorsi, ricordi, testimonianze, canzoni. Il presidente eletto Obama, con la famiglia, e il vicepresidente Joe Biden, con la moglie Jill, hanno assistito all’evento seduti in prima fila, battendo le mani e i piedi a tempo di musica esattamente come facevano intorno a loro le centinaia di migliaia di persone presenti, e come loro hanno ascoltato riecheggiare, lette da personaggi come Denzel Washington, Ashley Judd, Tiger Woods, le parole di alcuni dei grandi presidenti americani, da Franklin Delano Roosevelt a John Fitzgerald Kennedy, da Ronald Reagan a Dwight Eisenhower, a quelle dello stesso Obama, riprese dall’attore Jamie Foxx da uno stralcio del discorso del presidente eletto del 4 novembre a Chicago.

I personaggi Aperto da Bruce Springsteen e Denzel Washington, il concerto-evento ha ricordato che lì, in quello spazio, Hollywood ha realizzato alcuni dei suoi film di maggior successo quando ad affacciarsi dai gradini del Lincoln Memoriale è stato è stato quando Tom Hanks. Qui fiction e realtà si sono sovrapposte perché era come rivedere Forrest Gump tornare su una scena del film che porta il suo nome, con la gente assiepata sotto di lui proprio al Lincoln Memorial. Quindi si sono succeduti a turno, tra canzoni, letture e ricordi, alcuni dei grandi dello spettacolo americano, da Beyoncé a Mary J. Blige, dagli U2 a Jon Bon Jovi, da Sheryl Crow a Laura Linney, da Samuel J. Jackson a Denzel Washington. Una carrellata di canzoni folk, ballate country e cori gospel intervallate da letture e riflessioni, mentre sui megaschermi scorrevano a turno le immagini di alcuni dei grandi presidenti usa.