«Il 41 bis viola i diritti umani Risarcite il boss»

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano per la violazione degli articoli 6 (ogni individuo ha diritto che la sua causa sia esaminata) e 8 (diritto al rispetto della vita privata) della Convenzione Europea. Causa della sanzione, il ricorso presentato da un detenuto, Santo Asciutto; già affiliato alla ’ndrangheta, già condannato all’ergastolo per omicidio, Asciutto, supportato dal suo avvocato, Claudio Defilippi, aveva fatto appello alla corte per l’eccessivo peso del 41 bis, il regime di detenzione più duro del sistema carcerario nazionale. La Corte ha disposto che l’Italia versi complessivamente cinquemila euro ad Asciutto, in rimborso delle spese di difesa. L’avvocato Defilippi, del foro di Milano, ha dichiarato che «la sentenza pone seri interrogativi sulla legittimità del regime speciale 41 bis in Italia. Per la prima volta - ha aggiunto - una sentenza contesta l’operato dei tribunali di sorveglianza. Il 41 bis è una “Guantanamo italiana”».