«48 ore, progetto troppo ambizioso»

«Forse era un progetto troppo ambizioso, un po’ difficile da seguire. Eravamo troppo avanti e non credo sia stata colpa di una sbagliata programmazione, e comunque è un lavoro che continuo ad amare molto e che sono contento di aver fatto». Commenta così Claudio Amendola, a margine della presentazione de «I Cesaroni», la nuova serie di Canale 5 in onda al giovedì, l'insuccesso di pubblico e la conseguente sospensione di «48 ore», la fiction di Canale 5 sulla Squadra catturandi, che aveva debuttato il 2 maggio scorso e sospesa poi per bassi ascolti dopo poche puntate. «Noi lo sapevamo che era un lavoro audace - spiega l'attore - e quando l'hanno sospesa me la sono rivista attentamente e in effetti ci sono cose criticabili, c'è molta confusione. Ma è un lavoro che amo moltissimo e sicuramente è un prodotto innovativo. Visionando attentamente i telefilm americani cui ci siamo ispirati - continua - ho capito che in America sono molto più furbi e oculati di noi nel fare questo tipo di genere». Sulla serie ambientata tra i carrugi, il porto vecchio e il mare di Genova, interpretata tra l'altro da attori del calibro di Claudia Gerini e Adriano Giannini, l'attore fa un'analisi critica che non tocca, però, minimamente il pubblico: «Non posso incolpare il pubblico dell'insuccesso, il pubblico è sovrano e quando non ti segue devi cambiare».