Dopo 50 anni, l’amarcord delle «case» romane

Cinquant’anni dall’approvazione della legge Merlin, che entrò in vigore il 20 settembre 1958, cadono in un periodo in cui i provvedimenti per stroncare la prostituzione sulle strade hanno riportato d’attualità le case chiuse. Allora, in tutto il Paese - come ricorda Daniele Lembo ne «Le case chiuse nel Ventennio» - vennero chiusi 560 bordelli, 3353 posti letto e 2705 prostitute finirono in mezzo alla strada. Nella capitale, nonostante negli anni successivi molte case chiuse abbiano ospitato anonimi appartamenti e alberghi, non è difficile ritrovare la memoria delle 17 stanze del bordello di via Capo le Case, noto anche come «Le tre Venezie» per le tre veneziane che era possibile incontrare tra divanetti e luci soffuse.
All’epoca le case di tolleranza erano soprattutto nel rione Monti, ma anche in via del Traforo, in via Mario de’ Fiori e in via del Corso, dove un ex postribolo ha ospitato in seguito un corso di formazione professionale della regione Lazio. Quelle più «a buon mercato» erano in via del Pellegrino e a Borgo Pio. Livio Jannattoni in «Roma intima e sconosciuta» ricorda che le case chiuse a disposizione dei romani erano 17 e ne fornisce l’elenco: Leonetto, Cappellari, Pellegrino, Capo le Case, Laurino, Leuto, Capocci, Fontanella Coronari, Fontanella Borghese, Campanella, Mario de’ Fiori, Cimarra, Avignonesi Grottino e Teatro della pace. A piazza di Spagna poi, fino alla prima guerra mondiale, c’era un «Circolo delle volpi» dove ogni signora veniva indicata con un nome d’arte «volpe forbita», «volpe rossa», «volpe argentata».
Andando a ritroso sono infinite le testimonianze che a Roma, molto prima dell’arrivo di albanesi, romene e nigeriane, la prostituzione, tra cortigiane e ragazze di bassa condizione, era il mestiere più praticato. Le zone allora erano il Rione Ponte e Campo Marzio. Nel XV secolo un cronista riferiva della presenza, nella capitale, di 6.800 prostitute. A una famosa cortigiana romana, amante di Cesare Borgia, Fiammetta Michealis, ancora oggi è dedicata una piazza, a poca distanza da via dei Coronari. Ma nonostante nell’immaginario collettivo, grazie soprattutto al cinema, le case chiuse siano state in qualche misura anche «nobilitate» nella maggior parte dei casi erano terribili luoghi di segregazione. La Merlin ricorda che quando la legge fu approvata una delegazione di prostitute le portò dei fiori a Palazzo Madama: «Ci guardi signora - le dissero - la più giovane di noi ha 28 anni, la più vecchia 32, siamo sfatte, in via dei Coronari cento uomini al giorno per ognuna, il padrone è milionario e noi sempre povere disgraziate».
L’ordinanza comunale anti-prostituzione, intanto, continua ad essere applicata. Nel quarto giorno sono state 31 le prostitute multate, di cui 15 rumene, 14 brasiliane e 2 moldave. Gli agenti di polizia hanno intensificato i controlli nelle zone di Fidene, Appio e Prenestino.