500.000 euro. E per i «Paperoni» azioni, dipinti antichi e Brunello

Beni rifugio come le opere
d’arte, ma anche vini di pregio
e oro, per diversificare
un patrimonio consistente

«Inutile scommettere su valute o obbligazioni, la forte possibilità di guadagno oggi è sulle azioni»: malgrado crisi finanziaria e recessione, l'amministratore delegato di Azimut, Pietro Giuliani, non ha dubbi: «La Borsa resta la migliore soluzione per chi ha denaro da investire». Uniche precauzioni «diversificare, affidarsi a un bravo gestore e non avere bisogno dei propri soldi per i prossimi 24 mesi», prosegue il capo di Azimut, una delle poche società di gestione indipendenti in Italia.

Date queste premesse, Giuliani consiglia di «affidare il 60% del patrimonio a un fondo azionario o bilanciato (purché a forte componente azionaria) e 100-150mila euro a fondi quantitativi (in base a un algoritmo destinano gli investimenti alle azioni o alla liquidità ndr) a capitale protetto. Per i restanti 50mila euro, invece, si possono scegliere quei prodotti, dalla logica simile ai piani di accumulo, che ogni mese spostano una parte di liquidità verso le azioni». Una fiducia verso Piazza Affari che Giuliani dimostra anche come imprenditore proseguendo nel programma di riacquisto di azioni proprie deciso da Azimut.

Non molto diversa la diagnosi di Massimo Greco, numero uno in Italia dei fondi del colosso internazionale Jp Morgan: la soluzione è scommettere sulle Borse, con l'accorgimento però di «scegliere, grazie all'aiuto di un fondo, i gruppi ricchi di cassa e con un rendimento elevato in termini di dividendo (in gergo dividend yield»), spiega Greco. L'esperto di Jp Morgan consiglia poi di «investire nelle obbligazioni convertibili, che danno un tasso garantito e offrono la possibilità di sfruttare gli eventuali futuri rialzi delle azioni.

Infine, chi dispone di un capitale consistente può puntare una parte del proprio capitale sui cosiddetti «beni rifugio», che spesso sono anche beni voluttuari, come le opere d'arte, l'antiquariato o i vini di pregio. Secondo Giancarlo Graziani, consigliere delegato di Art Service e docente allo Iulm di Milano, «il mercato dell'arte contemporanea continua a registrare prezzi da record ma è molto volatile. Per investire è preferibile rivolgersi alla pittura, alla scultura, ai disegni degli antichi maestri e dei moderni. L'importante è individuare opere di qualità ma ancora sottovalutate, penso solo per fare qualche esempio, alla scuola del Caravaggio per i dipinti e per i disegni a quelli dell'800, con nomi come Fattori e Signorini».

La raccomandazione è però di farsi aiutare dagli esperti, per non incappare in spiacevoli sorprese. Anche i vinipossono dare ritorni interessanti. Vanno scelti i grandirossi, come il Brunello di Montalcino, e i classici piemontesi, Barolo e Barbaresco, oltre ai cosiddetti «Supertuscans» d'annata. Infine, l'oro, bene rifugio storico per eccellenza, ora quota attorno ai 715 dollari l'oncia, all'inizio del 2008 stava oltre i mille. Se si ha un approccio davvero di lungo periodo, vale la scommessa.