In 50mila al corteo: «Basta paura»

Nove «basta» per cambiar la faccia di Milano. Per non aver più paura di attraversare un parco la sera, di chiudere un negozio quando fa buio, di tornare a casa dopo cena, ma anche di andare al lavoro la mattina presto. Sì, perché Milano non è certo una giungla, ma è anche vero che il numero delle violenze sessuali è in aumento. Così come i danneggiamenti. Che saranno anche derubricati da sociologi e soloni vari al capitolo «microcriminalità», ma che per chi deve già pagare l’affitto, le tasse, la benzina alle stelle e il caro euro, sono un problema probabilmente più grave delle rapine in banca. E, allora, alla fine della fiaccolata, il sindaco Letizia Moratti sale sul palco e lancia il suo manifesto. «Basta alla prostituzione, basta allo spaccio di droga, basta alla violenza sulle donne, basta ai maltrattamenti dei bambini, basta truffe agli anziani, basta alle occupazioni abusive delle strade, delle case, dei palazzi, basta alle rapine nei negozi e nelle botteghe, basta alle sopraffazioni degli immigrati irregolari (e qui l’applausometro va a mille, ndr), basta al degrado».
Una breve, lunga marcia quella della Moratti. Da corso Venezia, attraverso corso Buenos Aires e fino a piazza Argentina accompagnata da trenta colleghi sindaci, tra cui quelli di Trieste, Como e Varese. E dal gonfalone della città di Palermo portato dalla Sicilia dai vigili e dall’assessore Giuseppe Enea con tanto di fascia tricolore in rappresentanza del sindaco. E poi ci sono le tute dei benzinai, i camici dei farmacisti, le divise della Protezione civile, i baschi dei City angels. (...)