Il 52 per cento degli italiani è colpito da gravi disturbi della sfera sessuale

Gianni Clerici

Il 30% degli uomini che si rivolgono all'andrologo oggi soffre di disagio sessuale. Questo dato emerge dall'indagine conoscitiva che la Società Italiana di Andrologia (SIA) ha svolto presso gli andrologi italiani e che è stata la base per delineare la prima Consensus Conference sull'argomento. L'obiettivo del documento è dare una definizione condivisa di disagio sessuale e identificarne i sintomi, allargando l'ambito di intervento dell'andrologo.
«Il disagio sessuale è uno stato di malessere psicologico, non a carattere transitorio, che può derivare da problemi legati alla funzione sessuale, che però non si identificano necessariamente con la disfunzione erettile», spiega il professor Vincenzo Gentile, presidente della SIA. «Quello che accomuna gli uomini che ne soffrono è il desiderio di superare il disagio per vivere finalmente una sessualità ricca di valore, cioè soddisfacente e completa in ogni suo aspetto». Continua Gentile: «Questi uomini denunciano sintomi difficili da riconoscere, non codificabili in una particolare categoria clinica». Quali sono i sintomi più frequenti di disagio sessuale?
«Nel 52% dei casi la scarsa risposta erettile a stimoli sessuali. Questi sintomi sono più legati alla sfera emotivo- psicologica. Nel 40% dei casi esaminati l'assenza dell'attività erettile spontanea. Nel 38% dei casi la durata dell'intervallo che intercorre tra un rapporto e l'altro». Il disagio sessuale può trarre origine sia da disfunzioni organiche sia da fattori psicologici, e innesca un circolo vizioso dove lo spettro più insistente è il timore dell'insuccesso.
«Quando questo accade l'uomo vive la sua condizione con profondo senso di inadeguatezza psicologica - sottolinea il dottor Bruno Giammusso, dell’università di Catania. Un farmaco in grado di migliorare la funzione erettile, quale il Viagra, può curare non solo i sintomi del disagio, ma prevenire la sua temuta evoluzione in disfunzione erettile». In questo quadro la relazione che l'andrologo instaura con il paziente è centrale per l'identificazione delle cure ottimali.