In 60mila per Biagio «Li voglio tutti vicini»

Palco speciale per il debutto a San Siro: «Le passerelle mi avvicineranno alla gente, darò il massimo restando me stesso»

Può emozionarsi ancora come se fosse la prima volta un’artista che ha venduto più di un milione di copie con un solo album? Un cantautore arrivato alla soglia dei vent’anni di carriera, che ha scritto canzoni che fanno parte della storia recente della musica italiana? Eppure, ciò che è in programma per domani sera è qualcosa da far tremare i polsi, anche ad un artista navigato come Biagio Antonacci.

Biagio, a San Siro ti aspettano 60mila persone.

«Sì, sarà grandioso».

Emozionato?

«Certo, guai se così non fosse. L’emozione è una parte fondamentale di un cantante, della sua vena creativa. Dentro di sè ogni artista deve essere fragile, avere una base di insicurezza: è la molla che ti spinge a non accontentarti mai, che ti fa trovare sempre nuovi stimoli».

Come stimolo lo stadio Meazza pieno di gente non è male..

«Non vedo l’ora, sarà qualcosa unico, ma non lo affronterò come se fosse una cosa nuova, non cambierò il mio modo di fare concerti: io dò sempre il massimo, quando salgo sul palco, restando però me stesso. Quando canto davanti alla gente sono, semplicemente, Biagio. Certo questa volta lo sforzo sarà molto maggiore, perchè dovrò trasmettere energia ed emozioni a molte più persone».

È molto importante per te il rapporto con il pubblico, vero?

«Importantissimo. Infatti anche per un concerto di queste dimensioni ho voluto mantenere il contatto diretto con la gente: ci saranno tre passerelle di cinquanta metri l’una che partiranno dal palco, sulle quali potrò cantare come se fossi in mezzo agli spettatori».

Tra di loro ci saranno molti tuoi fan della prima ora..

«Già, ci saranno le stesse persone che mi hanno visto nascere come artista, quelle che venivano ad assistere ai miei primi live. Fa un effetto strano pensare che quelle stesse persone ora mi vedranno cantare in uno dei palchi più importanti della storia della musica».

A questo proposito, cosa ne pensi che ben tre delle quattro band chiamate ad aprire il tuo concerto (Sfere cristalline concentriche, Velvet, Zero Assoluto e i Nomadi) siano di giovani?

«L’ho voluto io. Intanto che senso ha far aspettare il pubblico per delle ore? Diamogli la musica che vuole, sono lì per divertirsi. Sono molto contento poi che dei giovanissimi abbiano la possibilità di esibirsi in eventi di questa grandezza. Ai miei tempi sarebbe stato impossibile. Infine sono onorato di avere sul palco una band storica come i Nomadi, che sono un pezzo della storia della musica italiana».

Domani sarà anche il ritorno agli inizi della tua storia personale

«Certo, torno da dove sono partito. Sono nato a Milano, cresciuto a Rozzano. Domani ci saranno gli amici di sempre, i ragazzi con i quali andavo ai concerti per rimorchiare le ragazze. In fondo, loro lo fanno ancora».

E tu?

«Beh, io non più... ma ora che posso gli dò una mano».
Biagio Antonacci
domani stadio San Siro
apertura cancelli 14.30
inizio concerto 21
biglietti ancora disponibili su ticketOne