Il 70% degli stipendi finisce in tasse

Unindustria Venezia ha tappezzato 200 bus di linea con una campagna
contro il cuneo fiscale. Su 8 ore di lavoro, 5,5 servono
per pagare lo Stato

Milano - «I salari bassi non dipendono solo dalla volontà imprenditoriale. È nostro dovere sensibilizzare politici e cittadini su questo problema». In piena bagarre elettorale, la Unindustria di Venezia prende posizione contro il cuneo fiscale, cioè la differenza tra quello che paga un’azienda per un dipendente e quello che quest’ultimo percepisce nella busta a fine mese, e in difesa del potere d’acquisto dei lavoratori.

E lo fa attraverso una campagna visibile a tutti, tappezzando con un messaggio incisivo duecento autobus di linea della Municipalizzata dei trasporti veneziana.

Non è un caso che tasse, lavoro, e salari - come rileva un sondaggio realizzato da Swg - rappresentino le priorità delle famiglie italiane a ridosso del voto. L’azione di Unindustria Venezia parte dal fatto che, secondo i risultati di un’indagine dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, a parità di costo per l’azienda (2.400 euro mensili), un operaio percepisce al netto in busta 1.298 euro in Italia; 1.466 in Spagna (168 euro in più), 1.582 euro in Gran Bretagna (284 euro in più); 1.865 in Irlanda, (567 in più). «Rispetto ad altri Paesi come Spagna, Inghilterra, Danimarca e Irlanda - rileva a questo punto Unindustria - l’Italia possiede uno dei più bassi poteri d’acquisto. Con il cuneo fiscale, in percentuale, tra i più alti in Europa». E se, fatti due calcoli, aggiungiamo che tra Iva (199 euro) e altri balzelli (103 euro l’accise sulla benzina, 90 per tasse e accise sulle bollette, 90 di imposte governative), partono altri 452 euro, alla fine un lavoratore può spendere solo 796 euro al mese. Ma il chiodo su cui Unindustria ha deciso di battere è questo: su otto ore di lavoro, cinque e mezza servono per pagare lo Stato, ovvero il 70% dello stipendio. E come si fa a vivere - con prezzi e mutui alle stelle - con meno di 800 euro al mese? «Siamo un Paese arretrato - osserva Massimo Codato, vicepresidente di Unindustria Venezia, intervistato dal Gazzettino - è necessario ridurre subito le tasse su straordinari e integrativi.

Il taglio del cuneo fiscale approvato recentemente dal governo ha permesso una riduzione media di 16 euro sul carico, in pratica un caffè ogni due giorni. Abbassare la pressione fiscale è possibile senza pesare sui conti pubblici», anche perché, ricorda l’imprenditore, «non esiste un tesoretto da parte?».

Ma tagliare le tasse significa anche combattere efficacemente il «nero», ricordano sempre da Unindustria Venezia. Da sabato scorso, dunque, gli autobus che fanno servizio in laguna portano in giro il messaggio degli industriali veneziani, indirizzato chiaramente agli schieramenti politici in campo in vista delle consultazioni. «Non accettiamo più scuse e rinvii - aggiunge Codato - vogliamo che chi partecipa alle elezioni si impegni pubblicamente a fornire una data precisa per varare l’alleggerimento del cuneo fiscale».