Il 73% dei francesi: linea dura contro i ribelli

Sarkozy: gli stranieri coinvolti nelle violenze saranno espulsi

Alberto Toscano

da Parigi

Il ministero della Giustizia francese comincia a fornire dati precisi sul bilancio di due settimane di «rivolta metropolitana». I fermi sono stati complessivamente 1.124, dei quali 213 sono stati trasformati in arresto. Tra questi ultimi casi ci sono le 30 condanne pronunciate per direttissima senza i benefici della condizionale. I minorenni attualmente in carcere nell'attesa di un processo sono 39. A dimostrazione della «linea dura per la legalità», seguita dal governo, il ministro guardasigilli Pascal Clément ha rilasciato un commento al vetriolo in occasione della sua visita alla grande prigione di Fleury-Mérogis, nella regione parigina : «Il carcere - ha detto - è spesso uno strumento per reinserirsi nella società». Un modo come un altro per chiedere ai giudici di intensificare le condanne senza i benefici della condizionale a carico dei rivoltosi di questi giorni. Le pressioni del ministro della Giustizia sono particolarmente forti sui procuratori, a cui il governo chiede di non andare per il sottile nel chiedere pene detentive. Praticamente tutti i processi si concludono con una condanna: finora i maggiorenni assolti sono stati solo 34.
L'azione delle bande di giovani teppisti si sta (finalmente) affievolendo nella Francia intera, anche se persistono focolai di irriducibili soprattutto nei dintorni di Lione e Tolosa, oltre che in alcune zone della regione parigina. La tredicesima notte consecutiva di incidenti e di devastazioni (quella tra martedì e ieri) ha visto un calo del 47 per cento nel numero delle auto date alle fiamme dai teppisti, che sono state 617 sull'insieme del territorio francese (ancora tante, comunque). Il numero dei comuni interessati da queste e da altre azioni vandaliche è sceso da 226 a 196. Perturbazioni ci sono state nel servizio di trasporti pubblici a Tolosa e in varie altre città: gli autobus sono una preda particolarmente facile per i lanciatori di bottiglie incendiarie e i sindacati del settore si sono messi a protestare con l'arma dello sciopero. Uno sciopero per il ritorno alla legalità.
Ieri il Journal officiel, Gazzetta ufficiale transalpina, ha pubblicato il decreto governativo che stabilisce lo stato d'emergenza per un periodo di dodici giorni (potrà essere prorogato solo con un voto parlamentare, che non è stato finora necessario in seguito a una vecchia legge del 1955, emanata al tempo della guerra d'Algeria). In tale contesto i prefetti hanno la possibilità di stabilire il coprifuoco notturno in uno o più comuni del dipartimento di loro competenza. L'idea del coprifuoco viene interpretata e applicata con criteri diversi tra loro. In alcuni comuni si parla di un divieto di circolazione notturna per i minorenni non accompagnati. In altri casi i prefetti hanno proclamato il coprifuoco per tutta quanta la popolazione.
Una polemica a parte è quella provocata dalle durissime dichiarazioni rilasciate all'Assemblea nazionale dal ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy. Ecco le sue parole: «Finora 120 stranieri sono stati condannati per avere partecipato ai disordini e io ho chiesto ai prefetti di espellerli immediatamente. Tutti gli stranieri che partecipano a simili iniziative illegali devono lasciare il nostro territorio. Se si tratta di clandestini, le azioni violente non fanno che aggravare una situazione già di per se stessa inaccettabile. Se si tratta di stranieri con un regolare permesso di soggiorno, io dico che gli ospiti della Francia non possono comportarsi in quel modo: chi ha l'onore di ricevere un permesso di soggiorno non può trascorrere le proprie notti a incendiare automobili sul nostro territorio». Le parole di Sarkozy hanno scosso il clima di unità nazionale che s'era instaurato nei giorni scorsi tra il partito di governo (l'Union pour un Mouvement populaire, presieduta dallo stesso Sarkozy) e le altre due principali formazioni politiche: la liberale Union pour la démocratie française e il Partito socialista. Soprattutto i socialisti hanno denunciato il rischio che ci sia una «doppia pena» per gli stranieri colti in flagranza di reato: il carcere e poi l'espulsione. Ma Sarkozy va per la sua strada, convinto com'è che solo il pugno di ferro possa evitare gravissimi incidenti, come quello che nei giorni scorsi è costato la vita a un pensionato, percosso dai teppisti. I francesi sono dalla sua parte: un sondaggio pubblicato da Le Parisien rivela che il 73% dei cittadini approva le misure varate per contrastare la violenza, mentre l’86% si dichiara sotto choc per gli episodi degli ultimi giorni.
Ma mentre gli incidenti cominciano a scemare, arriva la notizia che a Nizza un uomo di 53 anni, di origine tunisina, è in coma da ieri: pare gli abbiano intenzionalmente tirato addosso un oggetto dalla finestra del quindicesimo piano. A Grasse, nel Midi, i teppisti hanno incendiato la locale redazione del quotidiano Nice-Matin. L'aria francese puzza ancora di bruciato.