«747», il jumbo del mito compie 40 anni

Per i bambini nati insieme con lui negli anni Sessanta definirlo jumbo jet voleva dire poco meno che spaziale: era grande, e tale resterà fino all’arrivo dell'A380 dell'Airbus. Il Boeing 747 resiste al mito e compie 40 anni, tanti ne sono passati dal suo primo decollo, il 9 febbraio del 1967. Le ali possenti e la tipica gobba ne hanno fatto subito un mito della tecnologia come lo Shuttle, il Concorde, e gli altri signori dei cieli. Ma se il Concorde, l'aereo più «vip», è andato in pensione nel 2003, il «747» è ancora un'attrazione, tanto che se ne sta progettando una versione «advanced» che si chiamerà 747-8 per il prossimo futuro. E pensare che all'inizio erano in pochi a crederci e costruirlo è stata una vera impresa: la Boeing non aveva una fabbrica abbastanza grande per assemblare un aereo così imponente (nella versione 400 è composto da più di sei milioni di pezzi costruiti in 33 Paesi diversi) e dovette costruirne una completamente nuova vicino ad Everett, nei pressi di Seattle, lungo la strada che porta a Vancouver, in Canada. Negli anni Settanta i suoi piloti lo soprannominarono «the queen of the skies», la regina dei cieli, proprio per via delle sue dimensioni e capacità. In alcune configurazioni garantisce un volo non-stop su un terzo della circonferenza terrestre, da New York a Hong Kong, e nel 1989 un 747-400 ha volato senza passeggeri da Londra a Sydney in 20 ore e 9 minuti senza tappe intermedie.