A 76 anni Trinidad Rolando è «Lady Salsa» al Nazionale

Dal 18 al 30 aprile la casa del musical è pronta a trasformarsi in un locale cubano dove i più arditi potranno anche ballare

Ferruccio Gattuso

Ne ha viste di cose passarle davanti, Trinidad Rolando. Oggi, a settantasei anni, la ballerina e cantante cubana si sente cucito addosso quel nome, Lady Salsa, che ne fa la memoria storica di un'isola da sempre abituata a curare con la musica qualsiasi difficoltà. Figlia di una zingara spagnola ballerina di flamenco e di un soldato africano combattente nelle guerre d'indipendenza, cresciuta sulle montagne ad est di Cuba dove la musica son ha fatto scoccare la scintilla del genere salsa, la Rolando custodisce negli occhi e sulla pelle quello straordinario mix di storia e culture a cavallo dell'oceano: Spagna, Africa, Caraibi. Un personaggio così non può che vibrare alla stessa, identica frequenza del proprio mondo, e alla fine raccontare di Cuba è come raccontare di lei.
Ecco perché lo spettacolo in cartellone al Teatro Nazionale dal 18 al 30 aprile (ore 20.45, ingresso 25-30 euro più prevendita) si chiama esattamente col suo nome, Lady Salsa. La Casa del Musical milanese è pronta a trasformarsi in un locale cubano, in un angolo caraibico dove seguire uno show e, per i più arditi, farne parte: ai piedi del palcoscenico ci sarà una pista da ballo dove il pubblico potrà cimentarsi con i passi latinoamericani e lasciarsi andare alle note irrequiete e percussive della salsa. Nel foyer del teatro, inoltre, sarà allestita una mostra fotografica di Roberto Fumagalli, intitolata “Cuba va”, carrellata di immagini dall'isola che c'è e, qualche volta, non c'è. Insomma, una festa di quell'altro genere di “american dream” che coinvolge da sempre tanti appassionati di Cuba in Europa, e soprattutto in Italia. Un “sogno” che può anche abbagliare, come no, come tutti i sogni: e infatti nel sorriso di Lady Salsa, nelle sue parole mentre presenta lo spettacolo, nella storia che scorrerà sul palcoscenico, non c'è spazio per alcuna incrinatura del mito in cui, a casa nostra, si vuole fermamente credere, a dispetto delle lezioni della storia. La vita di Lady Salsa scorre, tra musica (un folto ensemble composto da undici elementi) e danza (otto coppie di ballerini): da quando, giovane, Trinidad si trasferisce a L'Havana in cerca di lavoro, ed entra nel mondo dello spettacolo, diventa costumista, veste Carmen Miranda e Rita Montaner, diventa amica del re del ritmo cubano Benny More, insegna a Nat King Cole a ballare la rumba e conosce, ebbene si, Che Guevara che, nei ricordi della protagonista, si trasforma in un benevolo consigliere: da quel momento Lady Salsa canterà la “nuova Cuba”. «È la prima volta che vengo in Italia - spiega Trinidad Rolando - e sono felice di poter raccontare la mia storia a una platea che so quanto ami la musica cubana. Nella prima parte dello show si parla più della storia dell'isola, nella seconda parte più della mia vita di artista. Sarà una viaggio attraverso la storia musicale e sociale di Cuba. Politica? Qualcosa emerge sullo sfondo ma non è il motivo principale del racconto». Del suo storico incontro col Che, poche parole: «Ho un ricordo fortissimo di quel momento. Mi piace menzionarlo, ma non raccontarlo: i ricordi forti e importanti perdono magia se li si spiega». Ma Lady Salsa e il guerrigliero amico del dittatore Fidel Castro ballarono mai insieme? Un sorriso sincero smonta la suggestiva ipotesi: «No, posso dire che al Che non gli piaceva ballare». Accanto a Lady Salsa, impossibile non notare la lussureggiante bellezza di Yanet Fuentes Torres, giovane ballerina mulatta che fa da efficacissimo spot vivente per il turismo a Cuba: «Quella in Lady Salsa è la mia prima esperienza di lavoro - ammette la Torres - è un'occasione meravigliosa per crescere come ballerina ma anche per girare il mondo. Faccio parte dello show da quando è stato allestito, ho visto cambiare le coreografie, le musiche. È uno show con cui sono cresciuta, fa parte di me». Colonna vertebrale dello spettacolo sarà la musica, rigorosamente eseguito dal vivo dalla band Azùcar, autrice di tutti i brani originali.