Gli 80 anni di Ratzinger. Il cardinal Bertone: "Teologia, calcio e barzellette"

I problemi più seri del mondo e della Chiesa, ma anche semplicità e ascolto. <a href="/a.pic1?ID=171441"><strong>Gli auguri di Napolitano</strong></a>. Benedetto XVI:<font color="#ff6600"> <a href="/a.pic1?ID=171272"><strong><font color="#ff6600">&quot;Ringrazio Dio per la famiglia che mi ha dato&quot;</font></strong></a></font>. Pio XII, <a href="/a.pic1?ID=171266"><strong>disgelo tra Israele e il Vaticano</strong></a>

Roma - I frequenti colloqui del segretario di Stato col Papa iniziano quasi sempre «con le ultime barzellette che ho sentito, che mi sono state raccontate in modo da cominciare con una bella risata, con un momento di serenità e poi ci tuffiamo naturalmente nei problemi più seri e più gravi della vita della Chiesa e della vita del mondo». Il cardinal Tarcisio Bertone lo ha confidato in un'intervista a Rai Uno, che sarà trasmessa questa sera dopo il Concerto offerto per il compleanno del Pontefice.

"Com'è andata la Juve...?" «Parliamo anche di calcio qualche volta: il Papa - ha raccontato ancora il suo principale collaboratore - quando sente che c'è stata una grande o una bella partita mi chiede come è andata la Juve, cosa ha fatto la Juve. Adesso - ha scherzato il porporato - magari dovremo parlare di come è andata la sfida del Milan col Bayern che era la squadra del cardinale Ratzinger, già arcivescovo di Monaco di Baviera». Secondo Bertone, dunque, «il Papa ha la freschezza e la spontaneità di un bambino: la sua grandezza è la sua semplicità».

Semplicità e capacità di ascolto Secondo Bertone, dunque, «il Papa ha la freschezza e la spontaneità di un bambino: la sua grandezza è la sua semplicità». È questa - ha spiegato - la percezione che io ho avuto da quando l'ho conosciuto ed è la percezione che hanno coloro che lo incontrano da vicino, anche quando lo salutano in un attimo alle udienze generali, vedono gli occhi penetranti di Papa Ratzinger, la capacità di ascolto, di dire la parola giusta e, direi, personalizzata per ciascuno, come se fosse un amico di sempre». «Io - si è confidato ancora Bertone che di Joseph Ratzinger è stato il vice all'ex Sant'Uffizio - sono ben al di sotto del livello di quel grande intellettuale che è il Papa. Ma anche quando assistevo alle impegnative discussioni con teologi del calibro di Von Balthasar non avrei mai potuto annoiarmi di fronte alle sintesi, così limpide della dottrina cristiana, proposte dall'allora cardinale Ratzinger. Per me, la partecipazione alle riunioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, era una scuola di teologia aggiornata, aperta e una scuola di vita e di spiritualità».

"Non è un censore" Nell'intervista Bertone ha voluto anche smentire l'impressione che alla Dottrina della Fede, Ratzinger fosse un «custode severo». Il porporato ha ricordato invece che «fa parte dello stile Ratzinger che vuole dare le ragioni anche della censura a un libro, a un opinione che non appare, al confronto con il patrimonio di dottrina di fede della Chiesa cattolica, conforme alla rivelazione cristiana, al Vangelo». Per questo, ha concluso, in quegli anni «abbiamo dato solo una sanzione e poi l'abbiamo revocata: c'erano delle negazioni così evidenti e gravi delle verità cristiane poi, quando il teologo, Tyssa Balasuriya dello Sri Lanka, ha fatto una ritrattazione abbiamo subito tolto questa scomunica. Il ragionamento, il confronto, leale e serio sulle dottrine, sulle sorgenti, sulle ragioni mi sembra che ha portato a questo atteggiamento, che è un atteggiamento di rispetto reciproco».