A 91 anni dalla fondazioneRizzo e Diliberto (separati) vogliono rifare il vecchio Pci

Commemorata la nascita del Partito comunista d’Italia. Dai due nostalgici un appello a riunire le forze alla sinistra del Pd. Ma fra loro è finita con espulsione e scissione

Novantuno anni fa nasceva a Livorno il Partito comunista d’Italia. Era il 21 gennaio 1921. Lasciando il Partito socialista di Filippo Turati (e l’ala massimalista di Giacinto Menotti Serrati) un gruppo di dirigenti marxisti-leninisti guidati da Antonio Gramsci, Umberto Terracini e Amadeo Bordiga dette vita, nella cittadina toscana, a quello che nel 1943 sarebbe diventato il Partito comunista italiano, il più importante del mondo occidentale. Una storia che, ideologicamente, è finita solo nel 1989, con il crollo dei regimi totalitari dell’Est Europa, ma - dal punto di vista organizzativo e di gran parte del personale politico – è proseguita nel Pds (poi Ds), a sua volta trasformatosi in Pd (dopo la fusione con i cattolici della Margherita). Una storia importante, quella dei comunisti italiani, fatta di lotte di massa, drammatici errori e tardive revisioni. Una storia finita con infinite divisioni.

Oggi, mentre tanti ignorano l’anniversario (considerandolo imbarazzante) qualcuno torna a issare la bandiera con la falce e il martello e propone: «Torniamo a un unico partito comunista e unire le forze a sinistra del Pd». L’appello arriva dal segretario dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto, che proprio a Livorno è intervenuto alle cerimonie in memoria del ’21, con un corteo con circa 300 persone che dal teatro Goldoni ha raggiunto l’ex teatro San Marco, stesso percorso dei seguaci di Gramsci e Bordiga dopo la scissione dal Psi. Diliberto ha spiegato che, l’obiettivo è riportare i comunisti in Parlamento riunendo Rifondazione e Pdci, ma anche che «l’opinione mia e del mio partito è che ci debba essere un unico partito comunista e che questo partito lanci una proposta unitaria a tutta la sinistra italiana». «La Federazione della sinistra - ha detto - avrebbe un senso se all’interno ci fosse anche Sinistra ecologia e libertà perché ci sarebbero i comunisti e i non comunisti, perché sulle cose concrete siamo d’accordo».

Un appello analogo («Ricostruire il partito comunista per salvare l’Italia») è stato intanto lanciato a Roma da Marco Rizzo, segretario del Partito Comunisti-sinistra popolare. Rizzo ha parlato a margine di un incontro-commemorazione a cui hanno preso parte rappresentanti dei partiti comunisti di Grecia (Kke), Francia (Urcf) e Spagna (Pcpe). «Bisogna ricostruire - ha detto - un fronte unitario di lotta che veda gli operai della Fincantieri a braccetto con i tassisti, con i benzinai, con il ceto medio proletarizzato in una grande opposizione sociale». Il problema è Rizzo, che parla di riunificare le forze comuniste, ha fondato una formazione scissionista del Pdci dopo un divorzio dallo stesso Diliberto segnato da espulsioni e minacce di querela. E il Pdci a sua volta era una costola di Rifondazione Comunista, nata notoriamente dalla drammatica spaccatura del Pci. Insomma, non sarà facile.