Il Giornale per l'Italia Lettera presidente Abi

Per uscire dalla crisi che stiamo vivendo occorrono piena consapevolezza dei problemi e rafforzate volontà di correzione delle anomalie italiane rispetto all'Europa

Per uscire dalla crisi che stiamo vivendo occorrono piena consapevolezza dei problemi e rafforzate volontà di correzione delle anomalie italiane rispetto all'Europa. L'Europa deve reagire con maggiore lungimiranza, compattezza e innovazione se vuole davvero evitare la marginalizzazione, una progressiva conflittualità e disgregazione. In Italia non deve esserci contrapposizione ma complementarità fra banche, imprese, famiglie, istituzioni.  Proprio oggi che si cominciano a intravedere i primi segnali di ripresa, soprattutto in Europa, si debbono intensificare in Italia gli sforzi per spezzare la spirale negativa e, al più presto, ricreare un circuito di fiducia.

Tutti devono fare la loro parte a cominciare dalle istituzioni che non possono sempre scaricare su chi produce il peso della loro cattiva gestione, con una tassazione eccessiva, con pagamenti troppo ritardati verso i propri fornitori, con una legislazione avversa alle banche che sono imprese totalmente inserite nei processi produttivi nazionali e locali. Le banche italiane, tutte private e in concorrenza fra loro, a differenza di quanto è avvenuto in altre parti d'Europa, in cinque anni si sono rafforzate con risorse solamente proprie e dei propri azionisti, malgrado la redditività ai minimi storici, e sono oggi solide e pronte per l'appuntamento con l'Unione Bancaria.

Ora occorrono misure per sostenere la crescita. Occorrono nuove iniziative per rafforzare il finanziamento dell'economia tollerabili per il Fisco e che diano nuovo respiro a banche, imprese e famiglie. Perciò rinnoviamo la richiesta che si trovino le soluzioni perché per i nuovi prestiti, ci sia l'integrale deducibilità fiscale delle perdite. È necessario rafforzare il sistema delle garanzie pubbliche e private, per ridurre il costo del rischio, ancora in forte aumento. Le banche in Italia sono pronte per ricreare un circuito di fiducia, per canalizzare il risparmio a lungo termine in nuovi investimenti per rimettere in moto la crescita
e l'occupazione, per il benessere di tutto il Paese.

Antonio Patuelli

Presidente Abi

Commenti

angelomaria

Dom, 01/09/2013 - 17:26

la avrei apprezzata se avesse inserito il problema GIUSTIZIA

giuliana

Dom, 01/09/2013 - 17:46

Eccolo qui, un altro con le visioni. Di ripresa ci sono solo gli sbarchi dei clandestini. All'Italia manca una classe politica onesta, capace e che lavori davvero nell'interesse degli italiani. L'interesse dell'Italia è uscire dall'europa, dall'euro e riprendersi la sovranità monetaria che ci è stata sottratta con l'inganno.

Luigi Farinelli

Dom, 01/09/2013 - 20:41

Dall'articolo: "Per uscire dalla crisi che stiamo vivendo occorrono piena consapevolezza dei problemi e rafforzate volontà di correzione delle anomalie italiane rispetto all'Europa". La frase corretta dovrebbe essere questa: "Per uscire dalla crisi che stiamo vivendo occorrono piena consapevolezza dei problemi e rafforzate volontà di correzione delle anomalie europee, ormai consolidate in uno Stato totalitario edificato senza alcun mandato e parere da parte dei cittadini ma solo attraverso un colpo di stato massonico e mercantilista, attraverso la truffa micidiale del Lisbona 2".