A1, nozze d'oro tra Firenze e Bologna

«Buon compleanno Bologna-Firenze», titola la newsletter di Autostrade per l'Italia. Perché domani il tratto dell'A1 che avvicina le Due Torri a Piazza della Signoria compie 50 anni. «L'apertura della tratta - scrive nell'editoriale del periodico della società l'amministratore delegato Giovanni Castellucci - cambiò la vita e le abitudini di chi viveva e lavorava in quell'area e produsse progresso economico e culturale per tutto il paese».
Nacque dunque mezzo secolo fa un collegamento infrastrutturale senza precedenti che - scrive ancora Castellucci - «sorvola valli e vallate e che per studi, ricerche e invenzioni tecnologiche e ingegneristiche applicate in quei cantieri per la prima volta, suscitò l'orgoglio italiano e l'ammirazione internazionale». Erano gli anni del boom economico e anche imprese come quello scavalcamento dell'Appennino per la prima motorizzazione di massa, la Fiat 600 era realtà, furono fiori all'occhiello da esibire con fierezza. L'inaugurazione il 3 dicembre 1960 al Valico di Citerna, ove salirono il presidente del Consiglio Amintore Fanfani e il ministro dei lavori pubblici Benigno Zaccagnini.
Sono passati gli anni anche per infrastrutture come questa, che fu un emblema dei successi ingegneristici italiani, e dunque è stato inevitabile che le si affiancasse qualcosa che fosse più aderente ai traffici e alle esigenze del terzo millennio: la Variante di Valico, la cui inaugurazione è prevista per la fine del 2013. «Siamo certi che ritroveremo, domani - dice ancora Castellucci - la stessa sensazione nel vissuto dei nostri figli, quando la Variante di Valico sarà entrata anch'essa nella storia ordinaria della viabilità italiana». Un'opera compiuta con la stessa passione di allora ma con tecnologie e sistemi di costruzione «più avanzati». C'è dunque, nella newsletter, un parallelo, un confronto tra le due opere «fondamentali», tra gli scavi umani in galleria dell'epoca e la «talpa» odierna.
Quella che si concluderà tra tre anni è «l'opera più imponente, sia dal punto di vista ingegneristico che da quello finanziario, con gli oltre cinque miliardi di euro di spesa, realizzata nel nostro Paese da un investitore privato», dice ancora Castellucci alludendo alla società che dirige. E al fatto che adesso c'è l'adozione di «misure e sistemi di sicurezza nei cantieri come priorità assoluta». Per fare l'imponente lavoro in sicurezza, e per garantirla agli automobilisti, sono state investite risorse in illuminazione, tutor, autovelox, dispositivi in galleria, gestiti tutti da una rete informatica. Perché, sottolinea Autostrade per l'Italia prendendo in presto le parole di Jack Kerouak, «la strada è vita». Il battesimo dell'A1 lo salutarono grandi firme del giornalismo, come Luca Goldoni, Mario Cervi, Giuseppe Zaccaroni. Adesso i primi cinquant'anni stanno per scoccare, e in questi casi si dice 100 di questi giorni. In attesa di nuove cronache all'altezza dei tempi e delle sfide che verranno.